Il racconto settimanale delle gesta di sportivi che, almeno una volta in carriera, hanno difeso i colori azzurri

Rabbia e amarezza per Jorginho e il Flamengo: Supercoppa perduta (e compromessa) a causa di un'insolita revisione VAR

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L'undici titolare, in cui Jorginho è compreso, col quale il Flamengo ha affrontato la finale di Supercopa do Brasil (vs Corinthians, 1° febbraio)

Il prologo dell'appuntamento settimanale con il format dedicato alle vecchie conoscenze azzurre ha un tono particolarmente triste: Jorge Luiz Frello Filho, dai più conosciuti con il nome di "Jorginho", e il Flamengo hanno dato il via all'annata 2026, in data domenica 1° febbraio, con la disfatta patita in finale di Supercoppa Brasiliana per mano del Corinthians. I detentori della Copa do Brasil hanno prevalso sul Mengão, campione uscente del 'Campeonato', per 0-2 sotto i riflettori dell'Estadio Nacional Mané Garrincha.

Tuttavia, a far di parlar di sé non è stato quanto relativo al gioco del pallone si è ammirato in campo, ma un singolo episodio in grado di scatenare un'ampia polemica. Nei minuti conclusivi del primo tempo, quando il parziale recitava "0-1" in favore del Coringão, i calciatori di quest'ultimo hanno protestato per un colpo al volto di Breno Bidon da parte di Jorge Carrascal: Rafael Klein, direttore di gara per l'occasione, non è andato a rivedere la presunta irregolarità al VAR e, di seguito, ha mandato tutti negli spogliatoi senza espellere il centrocampista colombiano. Successivamente, una volta che le due squadre sono rientrate in campo per disputare la ripresa, l'arbitro si è diretto improvvisamente alla postazione VAR per rimediare all'errore commesso prima dell'intervallo: dopo aver ricontrollato l'azione al monitor, Klein ha sventolato il cartellino rosso in faccia a Carrascal, compromettendo l'esito della partita e creando, di fatto, un precedente nell'epoca della tecnologica nel calcio.

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