Oggi non ha un prezzo, ha anche firmato con il Napoli fino al 2030. O meglio: vale milioni di euro, ma chi può dire quanti? Un bel po’. Doppia cifra. Di certo, il valore è cresciuto negli ultimi sette giorni: è trascorsa una settimana dal primo gol con il Napoli, in Champions, contro il Chelsea. Con una ruleta in faccia a gente da Premier e un sinistro affilato nello stadio del dio mancino.
Il bis tre giorni dopo: con la Fiorentina, cavalcando come un purosangue. E sempre di sinistro: quel piede è d’oro, può farci tutto. Che fosse bravo, ma bravo davvero, s’era già capito da tempo e c’era solo da scegliere: il controllo a seguire di tacco in ritiro, l’assist contro il Cagliari, lo scatto di Torino con Yildiz aggrappato (e ammonito) alla sua maglia. Ma se il telecronista inglese di Napoli-Fiorentina lo chiama, «’o piccirillo», raccontando il suo gol e trattandolo come un niño prezioso, allora vuol dire che il ragazzo ha cominciato la scalata. E pensare che allo Stadium, in una scena da Troisi, l’arbitro Mariani gli parlò in inglese. E Antonio, con personalità: «Sono italiano, prima cosa...». E meno male".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202305/b64c2f308103c38f028218adff66e5d0.jpg)
/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202602/d204b4daef81960f8f415bd6eec67e65.jpg)