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calcionapoli1926 rassegna Valentina De Laurentiis: “Io presidente? Che onore! Ma il pilastro Napoli oggi è papà”

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Valentina De Laurentiis: “Io presidente? Che onore! Ma il pilastro Napoli oggi è papà”

valentina de laurentiis napoli
La lunga intervista della figlia del patron azzurro
Ugo Casadio

Valentina De Laurentiis, Executive Board Member e responsabile merchandising del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

"Napoli è un universo vario che brilla della propria genialità e della propria bellezza. E noi siamo al servizio della gente. Senza i tifosi, saremmo niente".


Quando Valentina De Laurentiis e il Napoli s’incontrarono?

«Al San Paolo misi piede per la prima volta nel 1994, con amiche che mi trascinarono da Capri, dove eravamo in vacanza».

E però, nella triste primavera del 2020, riscoppia l’idillio.

«Erano le terribili ore del Covid, nelle quali ebbi modo di riscoprire il piacere della famiglia, quella sensazione che ti dà stare tutti assieme, colazione-pranzo-cena. Ma eravamo in un inferno, l’essere umano e la sua condizione sotto sopra e a rischio...».

La chiama suo padre dal piano superiore...

«E mi dice: ti devo parlare. Ero appena laureata in psicologia, neo-mamma di Auro, che si univa a John, quindi due figli da seguire. E papà mi fa: ho appena chiuso con Robe di Kappa e ho bisogno dite. Auto-produciamoci le maglie. A chiunque, del club, sembrò una scelta assurda ma io e lui assieme veniamo considerati amabilmente i due pazzi. E ci siamo avventurati in questo universo».

Gli effetti non si svelano, immaginiamo, ma diciamo che aver venduto 700mila maglie rappresenta un valore quadruplicato rispetto al passato.

«Siamo stati coraggiosi, ci siamo tuffati in un mare magnum tempestoso, l’abbiamo attraversato con grandi bracciate: non è facile attrezzarsi tra il Bangladesh, la Cina, la Turchia e chiaramente l’Italia. E affrontare i dazi ma anche avere collegamenti internazionali in un settore che non ci apparteneva. Papà è un manager davvero straordinario, il visionario che viene raccontato ma anche di più, però quello era un pianeta nuovo per lui e figurarsi per me»

La prossima missione?

«Se non ci fa il titolo sensazionalistico, conquistare il mondo, commercialmente dico. I dati ci dicono che in Campania abbiamo avuto riscontri oggettivamente imponenti: che in Italia le risposte sono state notevoli; che in Europa possiamo ritenerci soddisfatti ma adesso bisogna andare oltre e per farlo è necessario produrre in hub esterni».

Potremmo chiamarla presidente, un giorno?

«Se mai dovesse succedere, sarebbe un onore che richiederebbe impegno. Il pilastro del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis, che sogna uno stadio nuovo e sempre azzurro, come lo è ormai da anni e anni. I successi producono simpatia, aiutano a non essere “incazzati” come può capitare quotidianamente, e noi vogliamo regalare gioia. La storia racconta con i due scudetti e l’esemplare conduzione finanziaria di cosa sia stato capace Adl».