AIA, Trentalange: “Gli arbitri comunicheranno con i mass media, sarà naturale”

di Domenico D'Ausilio, @dom_dausilio
Nicchi

Alfredo Trentalange, neo presidente dell’AIA, ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. L’ex arbitro è stato eletto con il 60% dei voti a vantaggio dell’ex presidente Nicchi, che lascia il vertice dell’Associazione Italiana Arbitri dopo dodici anni.

AIA, le parole del nuovo presidente Trentalange

Alfredo Trentalange (photo by Stuart Franklin/Getty Images)

Presidente, ce l’ha fatta e soltanto poche ore fa non era così scontato neanche per le vostre attese. Che cosa pensa che abbia giocato a suo favore?
“L’ho detto, avremmo potuto fare una campagna contro qualcuno e non l’abbiamo fatto, quindi voglio credere che sia stato il nostro approccio, che siano state le nostre idee, il programma. Era importante la condivisione, l’idea della trasparenza su cui bisogna lavorare, di una comunicazione nuova, della tecnologia e del contatto con la base”.

Da oggi sarà al lavoro. Quale sarà il primo dossier sul suo tavolo?
“Indubbiamente la prima cosa a cui tengo e alla quale voglio lavorare da subito è la creazione di un tavolo dei presidenti di sezione, in cui uno al fianco dell’altro si condividano le problematiche e i bisogni della base e dei territori. Perché bisogna partire dal problema che è quello del reclutamento, e dalla necessità di una svolta sulla formazione. È sia l’alfa che l’omega. E poi serve uno stile di comunicazione diretto oltre alla necessità che tutti gli organi tecnici parlino la stessa lingua”.

A proposito di parlare, gli arbitri della sua AIA comunicheranno anche un po’ di più?
“Dobbiamo farlo. Sarà una cosa naturale, anche con i mass media, e sarà un rapporto reciproco, nel rispetto dei ruoli, con le metodologie appropriate. Ma dobbiamo assolutamente adeguarci a una comunicazione più efficace e più aperta”.

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