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Taglio stipendi, mediazione De Laurentiis-Insigne: questione multe rende difficile l’intesa

Domenico D'Ausilio

Aurelio De Laurentiis e Lorenzo Insigne discutono sulla questione del taglio degli stipendi a causa dell'emergenza coronavirus

L'edizione odierna della Gazzetta del Mezzogiorno si sofferma sulle decisioni prese dai presidenti delle squadre di Serie A, tra cui il numero uno del Napoli Aurelio De Laurentiis, sul taglio degli stipendi ai calciatori, durante l'assemblea di Lega di ieri.

Taglio stipendi, De Laurentiis sottoscrive il protocollo

I presidenti hanno certificato le perdite generate dall’emergenza coronavirus. Circa 350 milioni se si dovesse riuscire a completare la stagione a porte chiuse, circa 700 nel caso di chiusura del campionato. La prima mossa per arginare il collasso economico è ridurre il monte salari. Dunque, tagliare gli stipendi di giocatori, allenatori e tutti i tesserati. La linea concordata all’unanimità, eccetto la Juventus che ha già raggiunto un accordo, ha generato un protocollo d’intesa con un intervento sugli stipendi. La riduzione di un terzo dell’ingaggio annuale lordo (quattro mensilità medie) se l’attività sportiva non riprenderà, di un sesto (due mensilità medie) se l’annata dovesse ripartire. L’AIC si è definita fortemente contraria alla proposta, accusando la controparte di voler scaricare solo sui calciatori i costi della crisi. De Laurentiis taglierebbe circa 45 milioni dal monte ingaggi nel caso in cui la stagione non dovesse terminare regolarmente, 22,5 milioni se si tornasse in campo come si auspica il patron del Napoli. Il protocollo d’intesa va applicato con un accordo con i propri tesserati. I dialoghi con Insigne capitano mediatore sono iniziati da molte settimane ma la questione multe rende complesso il raggiungimento di un’intesa.