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Stefano Tacconi, ex portiere, è intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, durante la trasmissione "Radio Goal".
Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus e della Nazionale ha ricordato Diego Armando Maradona in un'intervista a La Repubblica. Ha raccontato alcuni aneddoti di campo e ha parlato della sua morte, in particolare di come ha vissuto i suoi ultimi giorni.
Se si parla di Diego non può non tornare alla mente quello storico 3 novembre 1985, quando il dieci azzurro decise di sfidare le leggi della fisica segnando un gol che sarebbe poi passato alla storia come 'la punizione del secolo'. Fa effetto sentirselo raccontare proprio da chi quel gol l'ha subito: Stefano Tacconi, allora portiere della Juventus, lo ricorda così: "Fu un onore prendere un gol del genere da Diego: dopo quattro decenni se ne parla ancora, siamo diventati immortali insieme. Quel giorno inventò l'impossibile. Lui mi stimava perché avevo il coraggio di parlar male di lui. "Tu tieni le palle" mi diceva. Se eravamo amici? In un certo senso, sì. Durante la finale di Supercoppa del 1990, 5-1 per loro, andai da Diego e gli urlai: "State stravincendo, adesso basta, guarda che rischi la gamba!" Mi rispose con un sorriso. Io lo minacciavo e lui rideva".
L'ex portiere dei bianconeri ha toccato anche il tema della morte di Diego, parlando di come ha vissuto i suoi ultimi giorni: "Lo hanno lasciato crepare solo come un cane. Se n'è andato senza amore, anche se un po' ci ha messo del suo. Invece quando sono stato male io, tutti i miei cari mi sono rimasti vicini".
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