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Spalletti merita ampiamente lo Scudetto grazie alle sue doti lampanti

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Il focus de La Gazzetta dello Sport

Enrico Esposito

Luciano Spalletti ha espresso nel post-gara contro la Cremonese l'amarezza per aver buttato via una vittoria che era arrivata ma non si è poi materializzata. I suoi ragazzi erano in vantaggio sugli avversari prima di subire il pareggio di Felix.

Spalletti possiede la grande virtù di non conoscere integralismi

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L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha condiviso un focus riguardante il tecnico del Napoli Spalletti:

"Il Napoli capolista con nove punti di vantaggio sul Milan è frutto di un anno e mezzo di lavori, di aggiustamenti e miglioramenti. È difficile catalogare il Napoli spallettiano, accostarlo a questa o a quell’altra squadra di culto. C’è qualcosa di Guardiola? Sì. C’è qualcosa di Klopp? Sì. Spalletti è diventato un grande sintetizzatore delle migliori tendenze. Tiene le antenne dritte, intercetta le novità, le assimila e le rielabora a modo suo. Per esempio, c’è una via spallettiana al gioco sugli esterni, lui è stato uno dei primi, molti anni fa, a impiegarli a piede invertito. E poi ha la grande dote di non essere un integralista di questa o quell’altra filosofia. Non ci sono dubbi che meriti il suo primo scudetto italiano. Deve guardarsi soltanto da se stesso, dagli ingarbugliamenti nella comunicazione e da certe scenette non all’altezza della propria bravura, tipo il reiterato plateale tentativo di stringere la mano ad Allegri alla fine del 5-1 alla Juve. È un folclore nocivo, a uso tifosi. Non ne ha bisogno: il suo lavoro parla per lui, lo rappresenta al meglio".