Sconcerti su Suarez: “Umiliante dare la cittadinanza a chi non ha mai vissuto in Italia”

di Mattia Fele
sconcerti napoli

Il direttore Mario Sconcerti ha parlato oggi in diretta a TMW Radio. Le tematiche toccate dall’autorevole firma sportiva si sono basate per lo più sulla situazione della Serie A e del calciomercato italiano. Interessante anche lo spunto di riflessione su Luis Suarez, attaccante che oggi è sulla bocca di tutti per la questione della cittadinanza. Ecco alcune delle dichiarazioni di Sconcerti qui di seguito.

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Le parole di Sconcerti

Su Suarez mi sono già espresso quando ancora nessuno si esprimeva, ma era tutto sbagliato in partenza. Umiliante dare la cittadinanza a chi non ha vissuto neanche un giorno nel paese: le cose successe oggi amplificano tutto e mi fanno venire il dubbio di un servilismo ottenuto ad alto livello e francamente sorprendente. Sentire che andava promosso perché guadagnava 10 milioni l’anno è qualcosa di inaccettabile per la società civile”.

La Juve ha risolto la situazione con Morata, preso in prestito per due stagioni, e credo che a quel punto, se non prima, avranno un nuovo centravanti. Il giocatore è certamente molto duttile e internazionale, ma non è certamente un fenomeno: è inferiore sia a Milik che a Dzeko. Fosse venuto alla Fiorentina sarei stato discretamente soddisfatto, ma neanche troppo: sai chi è, e probabilmente anche che non basta. Magari sarà anche importante, ma Dzeko era un’altra cosa”.

Juve di Pirlo vs Milan di Pioli
“Il Milan di Pioli è una squadra più definita della Juve di Pirlo in questo momento: è quello, e si sa da venti partite, da quando è tornato Ibrahimovic e si è aggiunto Rebic. La Juventus è una squadra nuova che si sta cercando. Certo, quando respira la Juventus fa sempre notizia, ma quella con la Sampdoria è stata una partita normale. Si è confermato che McKennie sia estremamente interessante e Kulusevski qualcosa di più, ma non ho visto altro”.

Sull’Atalanta
“Lammers, al netto di un crociato, è un ottimo giocatore. Centravanti di fisico e piedi buoni, può stare dietro a Zapata e Muriel. Hanno preso Miranchuk e ritrovato Ilicic. Il loro segreto non era correre, ma i movimenti: ora però li conoscono meglio tutti. Ho un solo dubbio su di loro, che possano sentirsi sazi perché hanno corso e goduto molto per anni ma senza vincere niente. Hanno fatto tanta storia, e non vorrei che capiti di pensare di aver vinto”.

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