Sarri al San Paolo: accoglienza gelida degli azzurri. L’analisi

Sarri al San Paolo: accoglienza gelida degli azzurri. L’analisi

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Fedele Sarri Juventus
Maurizio Sarri torna al San Paolo. Si immagine come sarà accolto dai suoi ex tifosi: male, molto male. Maurizio infatti è colpevole – per la tifoseria azzurra – di averli traditi per la Juventus. L’analisi de Il Mattino.

Sarri torna al San Paolo

 

Non è qui per una visita di cortesia, è qui per fare il suo lavoro. Per continuare la corsa verso il primo scudetto della sua carriera. Scordatevi che Maurizio Sarri possa cedere ai sentimentalismi per il suo ritorno al San Paolo: lui guarda dritto all’obiettivo da raggiungere. Non si è commosso quando con gli azzurri è tornato nella sua Empoli, non si fa prendere certo dalla malinconia quando mette piede sul campo della Fiorentina, l’altra squadra del suo cuore.
Stasera si attende i fischi ed è pronto al gelo che troverà.«Per me sarà una partita particolare, ma non bisogna correre il rischio di spendere energie per un aspetto personale di fronte a un obiettivo collettivo, che è quello di portare a casa i tre punti. Sarà una partita difficile e complicata». Lui, sostiene, quello che aveva da dire lo ha detto: non si sente un traditore, non è mai stato falso, non ha mai preso in giro la gente di Napoli quando era l’allenatore degli azzurri.
Il suo rispetto per i tifosi napoletani lo ha mostrato andando ad allenare all’estero nel primo anno del post-Napoli. Poi, che altro doveva fare? Non rinnega una sola parola di quelle pronunciate in quei tre anni, non si sente un Masaniello ed è sicuro. Visto dal suo punto di vista, aver detto di sì alla Juve non significa aver rinnegato quel triennio. Messo una pietra al collo a quella strepitosa avventura. Saranno circa 40mila gli spettatori del SanPaolo, circa 160nel settore ospiti.
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