Sarri torna al San Paolo: fischi e tradimenti. L’accoglienza

Sarri torna al San Paolo: fischi e tradimenti. L’accoglienza

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Sarri esonero

Fischi si aspetta, Sarri, e fischi avrà. Anche se spera che le sue previsioni non si avverino. Ha il Napoli e Napoli dentro e la sua vera fatica è farlo capire ai tifosi azzurri che non è un tradimento se adesso siede sulla panchina della Juve. L’edizione odierna de Il Mattino ha fatto il punto su cosa si aspetta Maurizio Sarri al San Paolo.

Sarri ritorna a Napoli: tra fischi e tradimenti. L’emozione

 

In questi giorni che precedono il suo ritorno in quella che per tre anni è stata casa sua, lui non ha potuto non pensarci. «Mi contesteranno e mi insulteranno, ma non lo merito», confida a chi gli sta vicino. Da nemico sulla panchina della Juventus, Maurizio non si aspetta nessun omaggio. La cosa lo rattrista, ma non può farci nulla. Neppure da quelle curve che mostrarono lo striscione «Maurizio, uno di noi». Lo sa Sarri che non è tanto il suo addio da Napoli che la gente non gli perdona: è l’essere approdato alla Juventus, in «quel palazzo» che lui e i suoi prodi volevano conquistare.

E invece no: Sarri è sicuro che non ci saranno sconti per lui. Il profeta di ritorno non avrà scampo e farà la fine di Higuain, accolto senza alcun coro o ovazione la prima volta che rimise piede al San Paolo. Beata ingratitudine. L’emozione, i sentimenti, la nostalgia canaglia già gli fanno annacquare lo sguardo. «Lo sanno tutti che questa per me non è una partita normale», sospira Sarri mentre rivede sui monitor il Napoli che batte la Lazio.

Ora c’è da battere il Napoli

 

Stasera sarà al Napoli, dove manca da fine maggio di due anni fa: andò via di pomeriggio, proprio nel giorno in cui De Laurentiis formalizzò la separazione. Il comunicato gli fu letto mentre era in auto. Non ci ha più rimesso piede: il suo trasloco venne curato dal figlio Nicolò e anche l’ufficio di Castel Volturno venne svuotato dal braccio destro Ianni. In queste ore, con il lavoro maniacale, sta cercando di difendersi dall’attacco massiccio dei ricordi. Nemico subdolo, sfuggente, capace di infilarti quando meno te l’aspetti. Sì, perché Sarri sa che, nonostante i fischi che è sicuro di ricevere, si emozionerà prima della gara. Ieri è stato tutto il giorno alla Continassa, a cercare di capire come affrontare Gattuso, che stima e rispetta e considera uno degli allenatori più preparati della serie A. Perché, da allenatore della Juventus, domani farà tutto quello che

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