rassegna

Al San Paolo arriva Sarri: tra i fischi e rimpianti. L’analisi

Alessandro Silvano Davidde

Si avvicina la sfida contro la Juventus, Napoli la sente e il San Paolo potrebbe cambiare. Nonostante la classifica, nonostante la delusione di una stagione buttata via. Napoli avverte la sfida e torna allo stadio. Il Corriere dello Sport ha...

Si avvicina la sfida contro la Juventus, Napoli la sente e il San Paolo potrebbe cambiare. Nonostante la classifica, nonostante la delusione di una stagione buttata via. Napoli avverte la sfida e torna allo stadio. Il Corriere dello Sport ha analizzato i motivi.

San Paolo che si riempie: arriva Sarri 

L’unica certezza in vista di Napoli-Juventus, partita delicata sia dal punto di vista dei rispettivi percorsi (del tutto paralleli) sia sotto l’aspetto socio-passionale, è che il San Paolo sarà più frequentato del solito. Della media degli ultimi tempi, s’intende: la prevendita è a quota 35.000 e sono attesi almeno 40.000 spettatori. Più dei 32.000 registrati con l’Inter, insomma, ma meno dei 45.000 del Brescia. Già, il record stagionale sembra inattaccabile: nonostante la Juve e soprattutto il primo ritorno di Sarri - il Sarri dipinto di bianco, nero e tradimento dalla città che l’ha amato alla follia - dopo 616 giorni.

  

Strano? Comprensibile, più che altro, considerando che in ballo non c’è una sfida scudetto e neanche Champions. Ciò che invece continua a essere difficilmente leggibile è il tenore della domenica: dell’accoglienza che il popolo di Napoli riserverà all’ex Che con la tuta. Al Comandante degradato a nemico in giacca e cravatta: le proiezioni social&media parlano di una netta maggioranza di fischiatori e contestatori, con minoranza nostalgica e residua quota di (finti) astenuti, ma tutto sommato sono previsioni. Sì: alla fine, prevarrà l’istinto. Deciderà il cuore. Perché quella tra Sarri e i napoletani resta pur sempre una grande storia d’amore.