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L'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, finito al centro della bufera, avrebbe preparato tutto nei minimi dettagli
Con il passare dei giorni, aumentano i retroscena sul presunto sistema Rocchi, quello per il quale l'ex designatore arbitrale si è autosospeso dal suo incarico in seguito a un avviso di garanzia notificato dalla Procura di Milano di cui è stata data notizia il 25 aprile scorso. Nell'edizione odierna di Repubblica, viene riportato che addirittura la sistemazione delle sale VAR a Lissone non era casuale.
"A Lissone, i “suoi” venivano destinati alle sale 4, 5, e 6: sono quelle proprio alle spalle del tavolone del supervisore. In pratica, quelle più facilmente raggiungibili. Al contrario, la 1 e la 7, quelle ai lati, toccavano ai Var che non necessitavano di interventi, quelli forse più autonomi, come Mazzoleni, Di Bello o Valeri. Si tratta di un'anomalia tutta italiana. E che in altri paesi europei e nella stessa Var Uefa per la Champions League le pareti non sono trasparenti. E chi sta fuori, non vede chi è dentro, e quindi non può condizionare e incidere".
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