"Qualcuno mi ha detto che sono stato un po' ridicolo", ha affermato sorridendo Petagna durante il racconto della rete contro la Sampdoria

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EDITORIALE I meriti di Spalletti e la forza del gruppo. Avanti Napoli!

Spalletti era sincero quando, per convincerlo a restare, gli prometteva vetrina e fiducia, mentre la Samp era pronta a perfezionare l'affare, da allora Andrea Petagna ha saltato appena tre partite con il Napoli (Torino, Roma e Bologna a ottobre), ha giocato tutte le altre, da titolare o (spesso) subentrando nel secondo tempo. È il terzo attaccante di un reparto ricco ma è anche l'uomo della provvidenza dopo il super gol contro la Sampdoria quattro mesi dopo quello di testa al Genoa. Non segna molto e per questo a volte è costretto a respingere critiche ingenerose. Ma ha già regalato quattro punti al Napoli (convertendo in vittorie due possibili pareggi). È prezioso, col suo lavoro, per i compagni. Lega il gioco, tesse la tela della manovra e poi, quando serve, resta sospeso in aria a fare l'acrobata.

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Petagna, il retroscena dopo il racconto del gol alla Samp

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(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

"Qualcuno mi ha detto che sono stato un po' ridicolo", ha affermato sorridendo Petagna durante il racconto della rete contro la Samp, il Napoli si è aggrappato al suo istinto per vincere una partita che altrimenti rischiava di complicarsi. Lo riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport. C'è stato tanto altro prima e dopo il gol. Petagna ha giocato una gara di sacrificio lasciando a Mertens l'onore di attaccare gli spazi, si è mosso a tutto campo, ha invogliato i difensori a seguirlo ovunque. Ha raggiunto i 32.5 km/h, nessuno come lui per velocità in sprint, e pochi sono riusciti a rubargli palla. Tanti ne ha difesi e molti li ha giocati con cura e precisione facendo salire la squadra e aiutandola a respirare nei momenti più intensi.

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