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PARMA, ITALY - APRIL 12: Eljif Elmas of Napoli SSC looks dejected after miss a chance during the Serie A match between Parma Calcio 1913 and SSC Napoli at Stadio Ennio Tardini on April 12, 2026 in Parma, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)
Il Napoli frena a Parma e dice addio al sogno scudetto: il Tardini si conferma trappola esiziale per gli azzurri, in una tradizione che dura da decenni. Dal Corriere dello Sport:
"Il sogno si è spento, con nove punti di distacco dall’Inter ormai è impossibile da realizzare. Parma si è confermata ancora amara per il Napoli, al Tardini la tradizione negativa va avanti da decenni. Da quella famosa partita conclusa con le lacrime di Taglialatela abbracciato da Cannavaro nel 1998, quando la sconfitta costò la retrocessione. L’anno scorso Conte ha rischiato di lasciarci lo scudetto, stavolta ha perso tutte le speranze di sognare una clamorosa rimonta. Era una partita già complicata sulla carta, gli azzurri hanno deciso di renderla ancora più difficile riuscendo nell’impresa di prendere gol dopo 33 secondi. Fra l’altro con un errore, quello di Juan Jesus, che è difficile vedere sui campi di Serie A. Una disattenzione figlia di un approccio alla partita evidentemente non all’altezza della situazione. Se entri in campo per alimentare il tuo sogno scudetto non puoi permetterti di partire così. Soprattutto se sai di avere di fronte una squadra che sta costruendo la sua salvezza sulla solidità difensiva.
Cuesta è probabilmente l’espressione migliore del catenaccio che offre il nostro campionato. Non piazza un bus davanti alla porta, ma due. Gioca con 8 uomini nella sua area e due appena fuori, chiude ogni spazio, ostruisce ogni corridoio di passaggio, ordina raddoppi sistematici e toglie qualsiasi sbocco. Ieri giocava con una sola punta di ruolo (Elphege) e non ha avuto timore di toglierla nell’ultima mezz’ora per inserire un altro centrocampista (Sorensen)".
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