Ho sempre sostenuto che l’accusa a Conte di essere fallimentare in Europa fosse strumentale, e accrescesse i suoi demeriti oltre la realtà vera e propria. Ma a questo punto, dopo quanto successo quest’anno, non posso che ammettere che ci sia effettivamente un problema e che evidentemente la gestione dell’impegno in coppa sia parte del problema stesso.
Alcuni diranno: “Beh, ma gli infortuni!”. Adesso vi spiegherò perché non è corretto appellarvisi. Ma iniziamo sottolineando una cosa: lo score negativo, totalmente negativo, anzi a dir poco disastroso di Conte in Champions è un unicum al mondo. Di più: non c’è alcun precedente nella storia del calcio. Inteso chenon c’è un altro allenatore così eccellente e mortifero in campionato nella storia del calcio il cui rendimento sia poi così ribaltato, così disastroso in Europa.
Le squadre di Conte fino a gran parte del periodo interista hanno sempre giocato in maniera formidabile. Negli ultimi anni la produzione di gioco si è impoverita, anche per ragioni strutturali delle rose a disposizione bisogna ammetterlo, ma tra Tottenham e Napoli si è fatto più leva su doti tattiche e di temperamento che di supremazia di gioco in sé, e quando vai in Europa questo mismatch viene drammaticamente esposto.
Ai tempi della Juventus, Conte era capace di schienare il Chelsea per poi friggere mentalmente contro Copenaghen e Galatasaray. Ai tempi dell’Inter, palleggiò meravigliosamente in faccia a Barcellona e Real Madrid in casa loro, per poi andare in autoebollizione quando bisognava mantenere il sangue freddo contro Barcellona B e Shakhtar. Ma in questo Napoli non è riuscito a sfoderare mezza prestazione degna del potenziale a disposizione, a cui poi si è aggiunta la cifra di gioco mai progredita dalla versione operaia ma efficace del Napoli campione d’Italia.
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