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Ounas, preso il rapinatore: “L’ho seguito dal Vomero. Non sapevo fosse un calciatore”

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Il rapinatore sostiene di non aver capito sulle prime che la vittima fosse Adam Ounas, ma di averlo scoperto solo nelle ore successive

Domenico D'Ausilio

Dice di aver notato la sua auto, una Lamborghini, e di averlo seguito fin sotto casa. Da piazza Europa a Posillipo, dallo sbocco della tangenziale del Vomero fino al condominio esclusivo della sua preda, il calciatore del Napoli, Adam Mohamed Ounas. E non è tutto, come riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Ounas, catturato il rapinatore

 (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Sostiene di non aver capito sulle prime che la vittima fosse il talento franco-algerino, di averlo scoperto solo nelle ore successive, quando la notizia era ormai finita sul circuito on line. Ha reso alcune ammissioni, questa mattina è atteso dinanzi al GIP per la convalida del fermo di polizia. Eccolo il rapinatore di Posillipo, ha 44 anni e una sfilza di precedenti specifici. È stato arrestato due giorni fa, raggiunto da un fermo di PM, frutto del lavoro degli uomini della Mobile del primo dirigente Alfredo Fabbrocini, con l'accusa di aver impugnato un'arma e di aver messo a segno una rapina destinata a finire su giornali e circuiti social. Si chiama C.D.P., residente in via Teano (nei pressi di Secondigliano), particolarmente attivo nel rione Sanità. Non uno sconosciuto per gli archivi di polizia, ma uno che vanta una serie di precedenti per fatti di rapina.

Non sapeva fosse un calciatore del Napoli

Stava scontando una condanna che sarebbe finita nel 2024 ed era stato affidato ai servizi sociali, al punto da risultare alle dipendenze di un distributore di carburanti come dipendente in prova. E invece sabato scorso il rapinatore era in sella a uno scooter rubato e oggetto di ricettazione, a caccia della preda di turno. È stato trovato in strada, poi condotto all'interno della sua abitazione, dove è stata rinvenuta l'arma (un modello replica) usata per rapinare l'atleta azzurro. In tasca aveva una punta di trapano, di quelle che potrebbero servire per infrangere finestrini o forzare serrature. Una volta posto di fronte all'evidenza, l'uomo ha fornito alcune ammissioni, a partire da un dato su tutti: non sapeva di aver rapinato un calciatore, una notizia che sarebbe stata appresa solo in un secondo momento, sull'onda dell'eco mediatica che investe i calciatori del Napoli.