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NAPLES, ITALY - AUGUST 21: Victor Osimhen of Napoli celebrates scoring their side's second goal with teammate Khvicha Kvaratskhelia during the Serie A match between Napoli and Monza at Stadio Diego Armando Maradona on August 21, 2022 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport commenta la stagione al Napoli di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia.
"Spesso, nel calcio, si tende a dare un peso eccessivo alla funzione dell’apriscatole, oppure a sottovalutarla. Victor Osimhen, ormai, è diventato un arnese magnifico in questo senso. Risolve i problemi in modo sistematico, garantisce con continuità lo sbocco al mare del Napoli di Spalletti. Nell’eterna rincorsa tra pesci grandi e piccoli, il 9 nigeriano conquista sempre più rilevanza anche sul fronte internazionale. Il Napoli gioca un calcio spaziale, Kvaratskhelia è il talento alla George Best che lo trasforma in arte, ma poi è quasi sempre Osimhen con il suo senso del gol – coraggioso e un po’ incosciente – che sfonda le porte e fa la differenza. Chi è più forte di lui, oggi, in Europa e nel mondo? Parliamo di centravanti nati a cavallo del nuovo millennio. Haaland sta davanti a tutti, con distacco. Mbappé, che ha la stessa età di Osimhen, – e potrebbe farci chiudere il discorso sul nascere – resta fuori concorso perché non è esattamente un numero 9. Osimhen non aveva mai trovato la giusta stabilità come in Italia. Ha saputo uscire più forte anche dal brutto incidente che lo costringe tuttora a giocare con la maschera protettiva. Nella prima stagione a Napoli aveva segnato un gol ogni tre partite (10 in 30 match), nella seconda poco più di una rete ogni due (18 in 32 presenze), adesso è a un passo dal rapporto di un gol a partita (25 in 29 apparizioni), un’enormità per un giocatore di un club italiano".
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