Un anno fa, e la memoria ancora è «bollente», pareva non ci fosse più nulla da fare varie volte — al Maradona nello scontro diretto ma anche a Parma mentre l’Inter pareggiava con la Lazio — e proprio mentre quasi in contemporanea s’udivano i triplici fischi, la cosiddetta fantasia divenne realtà; nel 2012, a San Siro, lo scudetto stava prendendo la strada di Milanello e — avessero visto, come pure sembrava semplice fare, il gol non concesso poi a Muntari — a quella Juve sarebbe venuto più difficile riuscire nell’impresa, che però le riuscì. C’è un codice-Conte, che ha rappresentato il manifesto di un’ultimissima confessione in pubblico: «La mia storia dice che io in campionato arrivo sistematicamente primo o secondo. E dunque porto aspettative». Le speranze restano sempre le ultime a svanire".
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