Una serata storta non basta a cancellare un percorso, né a ribaltare giudizi costruiti nel tempo. Serve piuttosto lucidità nell’analisi, evitando processi sommari e provando a leggere segnali, limiti e spunti che una partita può comunque offrire, anche quando il risultato di 2-2 e la prestazione del primo tempo lasciano perplessi. Ne parla il Corriere del Mezzogiorno.

rassegna
Tra flessioni e assenze, niente processi al Napoli: la vera partita è nella testa
Napoli, il vero tema è la testa
—“Non è il caso di aprire processi. Una flessione dopo la perfezione sfiorata in Supercoppa, a Cremona e a Roma, ci sta. Del resto l’intermittenza mentale è il vero tema di questo campionato del Napoli, che non è stato messo in discussione da questa serata bagnata e storta e da quarantacinque minuti di autoipnosi. Sono interessanti le varianti tattiche emerse: il doppio centravanti prima di ogni cosa, e anche la prestazione di Marianucci, entrato nel secondo tempo e suggeritore dell’assist del secondo gol di Di Lorenzo. La testa, che è il 51 per cento della prestazione: questo è il tema dell’annata. A parte gli infortuni — stasera otto elementi fuori, bene tenerlo presente — sui quali si dovrà chiarire l’eventuale relazione con il lavoro di preparazione. Il partito dei talebani di Conte lancia fulmini contro chi sottolinea questo problema. Ma senza quegli infortuni oggi il Napoli sarebbe in un’altra condizione. Nessuno vuole distruggere niente".
© RIPRODUZIONE RISERVATA

