CdS – Il Napoli non si rialza: fantasmi e paura. L’analisi

CdS – Il Napoli non si rialza: fantasmi e paura. L’analisi

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Napoli

Il Napoli crolla – è la quarta volta in casa – al San Paolo e non vede più la luce. Sia chiaro, non sarebbe stato facile a prescindere contro l’Inter. Ma fa specie come gli azzurri abbiano perso: facendosi del male da soli. Il Corriere dello Sport ha analizzato proprio questo aspetto e la paura dei fantasmi.

Fantasmi ed errori: il Napoli si fa male da solo

 

Lottavo minuto: quando comincia a essere chiaro che sarebbe stata un’altra notte perfida, perché quel pallone lì, che Insigne riceve da Zielinski, sfila via al primo controllo, quello che una volta spalancava al destro. Minuto trentasei, di nuovo: e stavolta, quella traiettoria che sfugge ad Handanovic resta là, a far compagnia ai fantasmi. E minuto settantaquattro, è tutto scritto, pure la traversa. Poi c’è il resto, ci sono tre gol che il Napoli si fa praticamente da solo e che trasformano l’Inter enorme, ancor più grosso di quella che pareva prima che cominciasse una serata amarissima nella quale Gattuso si perde tra gli episodi.

Il regista in soccorso

 

È una partita che lascia un retrogusto amarissimo e anche sensazioni dolorose: però adesso viene il mercato e tra i pensieri sparsi di Gattuso s’intravede la sagoma di Lobotka, quell’uomo che gli serve per cambiare il Napoli e sistemarlo come lui vorrebbe.

«Fabian Ruiz fa fatica a coprire il campo, Zielinski deve imparare a riempire la propria zona quando non siamo in possesso. Abbiamo rischiato, perché ci manca lo schermo del vertice basso e loro hanno trovato le imbucate. Fabian nella ripresa ha smesso di muoversi ed è andata meglio». Ma bastasse Lobtoka o qualcuno che gli somigli, allora sarebbe semplice: e invece non è così, non è sufficiente pensare che Lobotka possa modificare, d’incanto, una squadra che ha varie lacune…

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