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rassegna

Napoli: nessun gioco “all’italiana”, ma la difesa è d’acciaio

Emanuela Castelli

Zero catenaccio, attaccare per difendere

Il Napoli non giocherà "all'italiana" - come detto da Glasner - ma ha una difesa italianissima: 28 clean sheet nella gestione Spalletti, il dato è sorprendente. Ma nessun catenaccio: il modo di difendere è frutto di un gioco corale. Lo analizza il Mattino.

Napoli, difesa mostruosa

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Ecco quanto, dell'analisi del quotidiano partenopeo, evidenziato da CalcioNapoli1926: "Il Napoli non giocherà all'italiana, ma una cosa la sa fare bene: difendere. E la difesa, in questo caso, non è sinonimo di catenaccio. Se gli azzurri riescono a tenere la loro porta immacolata è merito di un'organizzazione di gioco precisa e compatta. Il centrocampo è la prima cerniera, quella cortina di ferro che ripulisce i palloni e li consegna agli attaccanti mettendoli nelle migliori condizioni per fare centro. Mentre la difesa è l'ultima linea Maginot con la quale arginare gli sporadici tentativi degli avversari di fare male. Kim e Rrahmani si sono trovati per la prima volta in estate a Castel di Sangro, ma hanno impiegato un baleno affinare l'intesa e diventare una coppia praticamente perfetta. Funzionali alla manovra (e alla copertura) ci sono i terzini. Con Di Lorenzo sempre più tuttofare - da mezzala a bomber - alla coppia Mario Rui-Olivera, che con caratteristiche diverse riescono sempre a fornire una soluzione vincente per sbrigare ogni tipo di pratica. Ogni ingranaggio gira con i tempi giusti e nessuno canta fuori dal coro. È così che Meret ha capito che dalle sue parti si possono dormire sonni tranquilli, e pure quando qualcosa va storto ci pensa lui a mettere le manone per evitare guai peggiori".