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La Lazio ha scucito lo scudetto dal petto del Napoli
Il Napoli sceso in campo al Maradona contro la Lazio è stato praticamente inesistete, una prestazione troppo brutta per essere vera. Una sconfitta che ha definitivamente scucito il tricolore dal petto degli azzurri come sottolinea l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. A seguire un estratto dell'articolo.
"La rivoluzione sarrista a Fuorigrotta non si è compiuta ma la grande bellezza delle idee è intatta. E il Maradona si abbandona all’unico sentimento rimasto, la nostalgia che per un pomeriggio cancella anche la gioia degli scudetti. L’ultimo si scuce definitivamente dalle maglie azzurre, gli ultimi lembi strappati dal 2-0 di una Lazio al limite della perfezione: un bel momento per essere così sarrista, alla vigilia del ritorno della semifinale di Coppa Italia. La sconfitta dei campioni d’Italia — che non perdevano in casa proprio dall’ultima volta contro i biancocelesti — riduce i tempi di attesa dell’Inter: il destino tricolore si compirà prima del previsto, ora che il divario è di 12 punti, e la squadra di Conte, svuotata, comincia davvero a guardarsi indietro. Il Milan può agganciarla, le altre arriveranno se l’andazzo è questo. Cade anche l’alibi del “cosa sarebbe successo se...” non ci fossero stati tutti gli infortuni che hanno condizionato la stagione: dopo il mezzo flop del Tardini, i Fab Four steccano ancora, e di brutto".
Il quotidiano continua: "Vero è che il Napoli non ci credeva più, né in se stesso né in quello che fa, perché tra il fischio finale di Parma e quello d’inizio di ieri il divario dalla testa della classifica si è raddoppiato. A livello nervoso e mentale ha inciso, altrimenti non si spiega una prestazione di così basso livello, anche degli insospettabili. De Bruyne sbaglia un paio di controlli come non gli capitava da quando era nei pulcini e viene sostituito dopo un tempo, come Anguissa che sembra il fratello spompo. Hojlund è cancellato dalla velocità di Gila, McTominay non tocca palla per un tempo e quando arretra non combina molto di più. I disastri veri però sono dietro: difesa fatta a fette, Buongiorno colpevole due volte, gli altri non danno una mano. E solo Milinkovic-Savic tiene basso il punteggio. Le inguardabili prestazioni individuali però sono anche frutto di un contesto tattico che si è inaridito troppo. Intensità e aggressività contiane si sono trasformate in calcio rugbistico, fatto di passaggi laterali o più spesso all’indietro, o “pallamanistico”, un continuo aggiramento da una parte all’altra con l’unico sbocco del cross. Se McT non è più in versione sfondatore, sono guai".
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