Sulla sua vita quotidiana: "Se vivo ancora a Genova? Certo, avanti e indietro fra Italia e Macedonia. Lavoro con la federazione del mio Paese, per far crescere giovani talenti, e vorrei affidarli ad allenatori italiani. Ho un hotel in Macedonia, dove espongo maglie e trofei, e molti clienti vengono dall'Italia. In casa parliamo macedone, ma ci scappano un sacco di belin. I miei tre figli parlano dialetto. Fanno sport, ciascuno il suo, nessuno il calcio. E va bene così. Ora che non gioco, me li godo".
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