Il Napoli gioca un calcio posizionale: Ruiz e Zielinski ne soffrono

Il Napoli gioca un calcio posizionale: Ruiz e Zielinski ne soffrono

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde

Il Napoli si è internazionalizzato con l’arrivo di Carlo Ancelotti. Turnover e giocatori schierati in diverse posizioni: si tratta del calcio posizionale. Alessandro Casaglia, noto match analyst, ne ha parlato dell’edizione odierna de Il Mattino.

Fabian Ruiz e Zielinski nel progetto del calcio posizionale. La spiegazione

 

Un aspetto vero al punto tale che viene consacrato da un dato: il Napoli è la quarta squadra per tiri fatti di questa edizione della Champions, con più conclusioni di squadre come Juventus e Manchester City: «Questo afflato europeo porta il Napoli a poter passare il turno con facilità, anche a scapito del campionato e con una turnazione piuttosto feroce. Inoltre, ci sono dei giocatori che, oltre ad Insigne, non giocano in quello che dovrebbe esser il proprio ruolo base».

Un pensiero alla mediana azzurraFabian Ruiz e Zielinski, soprattutto se schierati contemporaneamente in un sistema 4-4-2 sono quelli che soffrono di più. Mi rifaccio alla gara con la Roma e non solo: quella linea di centrocampo completata da Insigne e Callejon li ha costretti a compiti di regia ed interdizione che non sono al 100% nelle loro corde.

Qual è il punto d’arrivoParliamo del calcio posizionale, ovvero la capacità di alternare le posizioni dei calciatori, sia in fase di possesso sia in quella di non possesso. Ovvero, svolgere entrambe le fasi con grande qualità, con grande intercambiabilità. La grande rotazione effettuata da Ancelotti è figlia del calcio posizionale che fa scomparire i ruoli: il calciatore che è in una certa posizione deve saper svolgere tutte le funzioni richieste. Non vorrei che si chiedesse qualcosa che cancelli, come nel caso di Fabian e Zielinski, le specificità e le peculiarità degli stessi.

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