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NAPLES, ITALY - MAY 24: Antonio Conte SSC Napoli head coach during the Serie A match between SSC Napoli and Udinese Calcio at Stadio Diego Armando Maradona on May 24, 2026 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Criticato, spesso pretestuosamente, forse non adeguatamente difeso (proviamo ad immaginarne i sentimenti): Conte ha detto addio al Napoli dopo due stagioni da top allenatore, che però è stato messo troppo spesso sulla graticola. Dal Corriere dello Sport:
"Conte ha portato due caratteristiche sconosciute da queste parti. Tranne che ai tempi di Diego. Primo: la forza mentale. Perché è fuori dal campo che Conte ha compiuto l’impresa più straordinaria. Ha convinto i suoi che lo scudetto si poteva vincere. E ha messo paura agli avversari che lo temevano perché lo conoscevano bene. Secondo: il peso politico. Qui ha fatto reparto da solo.
Il secondo è stato l’anno in cui l’altra faccia della tifoseria si è fatta sentire di più. L’anima virtuale. Lo sfogatoio. Conte ha pagato l’assurda narrazione che ha accompagnato l’onerosissimo mercato estivo. Un bagno di sangue. Che però non si è tradotto in un reale rafforzamento della rosa. Eppure lo disse. «Non sarà facile con nove nuovi acquisti. Sarà più difficile dello scorso anno». Non gli diedero retta. Lo archiviarono alla voce “il solito lamentoso”. Aveva ragione lui, ovviamente. Lo hanno accusato persino degli infortuni. Si sarà sentito deluso, ferito. Come scriveva La Capria, «Napoli è una città che ti ferisce a morte o t'addormenta, o tutt'e due le cose insieme».
Arrivò due anni fa tra la macerie. Oggi lascia Napoli dopo un primo e un secondo posto, oltre che una Supercoppa. Secondo posto accolto da malumori, come se fossimo a Madrid. Va ricordata la disastrosa Champions, sua vera insufficienza. Il saluto di ieri sera al Maradona lo avrà ripagato di qualche boccone amaro che è stato costretto a ingoiare. Di una cosa può essere certo: Napoli non lo dimenticherà. Napoli non dimentica chi ha avuto il coraggio di trattarla da adulta".
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