Nell’estate 2024 è stato avviato un nuovo ciclo con l’avvento di Antonio Conte in panchina. Il conto economico è tornato in rosso: 21 milioni l’anno scorso, con lo scudetto ma senza la Champions, e la proiezione al 30 giugno 2026 è di un’ulteriore perdita, probabilmente un po’ più alta, verso i 30 milioni, a meno di cessioni nell’ultima finestra della stagione.
Intendiamoci, il Napoli non ha alcun problema a gestire simili perdite (...) Al 30 giugno 2025 la società vantava un patrimonio netto pari a 190 milioni, grazie agli utili via via accantonati, oltre a una liquidità di 174 milioni (...)
La “potenza di fuoco” del Napoli (stipendi tesserati+ammortamenti) è aumentata di 110-115 milioni nelle ultime due stagioni, tanto che adesso gli azzurri sono terzi in Serie A nella classifica del monte-ingaggi, alle spalle di Inter (215 milioni) e Juve (200) e davanti a Milan (150) e Roma (140). Ma il giro d’affari (...) non riesce a seguire lo stesso trend dei costi, almeno finché la società non si doterà di uno stadio moderno.
De Laurentiis dovrà tenere conto di tutto questo nel prossimo mercato (...) Questo non significa affatto che non ci saranno gli investimenti (...) Sarà essenziale, però, non continuare a incrementare la spesa annua per stipendi e ammortamenti come nei primi due anni di Conte, anzi semmai ridurla. Solo i due giocatori dagli ingaggi più elevati, Lukaku e De Bruyne (compreso il bonus alla firma elargito in due annualità), pesano a bilancio 26 milioni".
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