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Nainggolan: “Spalletti è un grande motivatore, vede il calcio diversamente da tutti”

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Le dichiarazioni di Radja Nainggolan sul suo passato con Spalletti

Giuseppe Ferrara

Radja Nainggolan nel suo periodo italiano con le maglie di Cagliari, Roma e Inter ne ha fatte di tanti colori. Ciò nonostante siamo dinanzi ad un calciatore con delle qualità incredibili, in grado di fare la differenza nella metà campo. Attualmente milita in Belgio, con la maglia dell'Anversa. Il centrocampista ha voluto fare un salto nel passato, rilasciando alcune dichiarazioni raccontando l'avventura con Spalletti ed elogiando il tecnico toscano.

Nainggolan: "Dopo un brutto primo tempo, Spalletti mi tirò una bottigliata in testa"

spalletti

Nainggolan spesso è stato al centro dell'attenzione sia nel campo che al di fuori di quest'ultimo. Il belga a distanza di anni ha voluto fare un salto nel passo, raccontando alcuni avvenimenti particolari rilasciando un'intervista a "La Gazzetta Dello Sport" su Spalletti e sul momento dei partenopei con il tecnico toscano.

Di seguito le sue dichiarazioni:

 Spalletti è un grande motivatore, vede il calcio in modo diverso rispetto agli altri. Domina il gioco, però poi magari vedi i risultati e noti che ha vinto meno di altri. Con lui ho disputato l’anno migliore, 2016-17: 14 gol e secondo posto con 87 punti. Di Luciano ho mille ricordi, quasi tutti positivi. Ogni tanto abbiamo litigato, ma poi siamo sempre tornati ad abbracciarci come prima. Gli voglio bene.

L'aneddoto con il tecnico toscano

Una volta Spalletti mi ha dato una bottigliata in testa. Avevo giocato un primo tempo da schifo contro il Toro. Eravamo tutti lì a guardarci le scarpe senza dire niente, con la testa china, poi lui arriva da me e… 'stuck’. 'Svegliati un po', mi disse, tirandomi l’acqua. E giù a ridere.

Sull'interessamento del Napoli in passato

Napoli è una grande piazza. Ai tempi di Cagliari mi avevano cercato, ma poi non se n’è fatto nulla. Uno come me, con quel tifo, avrebbe giocato da Dio. 

Su Spalletti e la Roma

Tra Spalletti e la Roma è finita male. Dispiace che uno così, con il suo passato, verrà ricordato come quello che ha fatto smettere Totti. Sono neutrale, dico solo che ognuno aveva le sue ragioni. È chiaro che non è stato giusto far giocare uno come Francesco solo un paio di minuti a partita. Ho visto la serie però, il mio è uno dei personaggi più riusciti. Ciò che è successo a Bergamo è vero, ci aspettò seduto nel corridoio fuori la porta