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Maradona, una morte che si poteva evitare: sotto accusa i medici Luque e Cosachov

(Photo by Chris McGrath/Getty Images)

La triste verità, urlata perfino in piazza a Buenos Aires, adesso è in quella relazione firmata dai 22 medici che dall’8 marzo hanno studiato le documentazioni sullo stato di salute di Diego Armando Maradona, andato poi incontro alla...

Domenico D'Ausilio

La triste verità, urlata perfino in piazza a Buenos Aires, adesso è in quella relazione firmata dai 22 medici che dall'8 marzo hanno studiato le documentazioni sullo stato di salute di Diego Armando Maradona, andato poi incontro alla morte. "Poteva essere salvato". È la sintesi del parere consegnato ai magistrati di San Isidro che indagano sul decesso del campione avvenuto cinque mesi fa, il 25 novembre. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Maradona, una morte che si poteva evitare

Maradona e Luque

Chi non lo ha voluto o potuto salvare, nonostante l'evidente decadimento fisico di un uomo da tempo prigioniero dell'alcol, degli psicofarmaci e della marijuana che gli forniva tale Charly, ricercato per rapina a mano armata eppure assiduo frequentatore del clan? Nel mirino della commissione vi sono due dei sette indagati. Il neurochirurgo Leopoldo Luque, presunto medico di fiducia di Diego, e la psichiatra Agustina Cosachov. Anzitutto loro, non assistendolo, avrebbero lasciato che Maradona andasse verso la morte.

Sotto accusa i medici Luque e Cosachov

Diego è morto a mezzogiorno del 25 novembre per arresto cardio respiratorio generato da una grave insufficienza cardiaca, un edema polmonare e un'acuta cirrosi. Decisivi gli errori dei medici: mai prescritti accertamenti dal dottor Luque e la dottoressa Cosachov aveva dato al sessantenne ex calciatore antidepressivi assolutamente non indicati per un cardiopatico. Le parole dei medici della commissione sono pietre. "Le condizioni di Maradona si sono aggravate giorno dopo giorno in modo irrimediabile. Sintomi inequivocabilmente relazionati a una grave insufficienza cardiaca e alla presenza di un edema polmonare sono stati deliberatamente ignorati nonostante le ripetute segnalazioni. A dispetto delle numerose avvisaglie non è stata svolta alcuna analisi, lasciando di fatto il paziente in uno stato di abbandono".