Milik mette in riga: la media-gol parla chiaro! Il polacco comanda

Milik mette in riga: la media-gol parla chiaro! Il polacco comanda

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Milik, le ultime sul futuro

La controtendenza dell’attacco del Napoli ha un nome, un cognome e un paio di soprannomi: Arkadiusz Milik detto Arek oppure Aro (in famiglia). L’uomo che fa gol, molti più gol dei suoi colleghi in questo periodo, e che soprattutto in un clic è diventato un punto fermo, centrale, del progetto-Gattuso. Proprio così. Cosa manca? La continuità, certo. Il Corriere dello Sport ha analizzato la situazione nelle pagine odierne.

Milik avanti: la media gol è da paura! Il dato

 

Il nuovo totem dell’attacco del Napoli di Gattuso: Milik, certo. Centravanti d’area, centroboa che con i piedi ci sa fare: uno che a Rino piace, altroché, proprio come piaceva ad Ancelotti. La differenza? Le condizioni. Sì, sono cambiate le circostanze e la vita, si sa, è fatta di momenti e di opportunità: e con Mertens a mezzo servizio per problemi agli adduttori, e con la dea del gol che tutto sommato non ha mai smesso di toccargli la fronte e il sinistro sin dal 19 ottobre con il Verona, il gioco sembra molto più facile. A suo tempo, comunque, perché bisogna confermarsi e confermare la lena buona già domani con l’Inter, la prima in classifica, la pretendente numero uno allo scudetto insieme con la Juve: un piacere, quello del marchio nella porta di Handanovic, che per il momento Arek non ha mai assaporato. 

La condizione fisica è però finalmente buona, sì, e già questo sembra un punto di partenza propizio: i veri nemici della carriera di Milik, finora, sono stati gli infortuni. Diciamola bene. E il morale, di conseguenza, è alto: il Napoli è reduce dalla vittoria con il Sassuolo e lui, dopo la doppietta con il Verona, ha cominciato a segnare a raffica. Totale: 9 gol in 11 partite e 765 minuti giocati complessivamente, 6 in campionato e 3 in Champions, e una media di una rete ogni 85 minuti (una ogni 100 in Serie A). Neanche Lukaku, il principe dei cannonieri dell’Inter con 14 gol in 22 presenze e 1.843 minuti, di cui 12 in campionato, ha fatto meglio. Anzi: una rete ogni 132′, per lui (una ogni 120′ in A).

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