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CdS – Mertens-Callejon veri protagonisti: il finale è da salvare

Mertens (Getty images)

Cosa è stato Mertens lo raccontano i gol, le smorfie, l’empatia con una città che lo ha adottato fino a farne uno scugnizzo; e cosa ha rappresentato Callejon è in quella versatilità assoluta, una totale dedizione alla causa, che rimane....

Alessandro Silvano Davidde

Cosa è stato Mertens lo raccontano i gol, le smorfie, l’empatia con una città che lo ha adottato fino a farne uno scugnizzo; e cosa ha rappresentato Callejon è in quella versatilità assoluta, una totale dedizione alla causa, che rimane. L'edizione odierna del Corriere dello Sport ha evidenziato proprio il loro passato.

Mertens e Callejon protagonisti azzurri

Mertens è il viceré dei bomber. Sta appena quattro passi dietro ad Hamsik: rincorre nell’ombra d’una cresta che l’ha accompagnato con gli assist e con la solidità d’un rapporto brioso. Rinfrescato da una cena nel mese scorso consumata prendendosi in giro. «Hai chiamato il mister per non farmi giocare». 

Centodiciassette reti in duecento novantotto partite: questi sono i fatti e tutto il resto rimane un chiacchiericcio vuoto e persino offensivo che giace lì, nei pressi di un contratto scaduto che non verrà rinnovato, perché la Cina chiama e l’Inter osserva da vicino. Mertens è stato il centravanti calato quasi dal nulla da Maurizio Sarri che un bel giorno s’è presa l’emergenza - fuori Milik, l’erede di Higuain per infortunio - e l’ha sbattuta in un canovaccio inedito, persino insospettabile. da quel momento, è nata una stella

E Callejon per lo stesso periodo. Dall’agosto del 2013 s’è avventato sulla corsia e poi dove lo sistemavano gli allenatori, magari in difesa o a centrocampo o a sinistra o in attacco. Uno stakanovista che non si è (quasi) mai fermato, che ha segnato come e più di un attaccante (venti gol nella sua prima stagione, come annunciato in anticipo da Benitez; poi settantanove in totale)

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