rassegna

GdS – Maradona in Messico: Netflix racconta il suo periodo

Alessandro Silvano Davidde

Diego Armando Maradona. Il più grande e il più celebrato giocatore di calcio degli ultimi decenni non si nasconde nel mostrare i suoi disagi, le sue rabbie improvvise, i suoi bisogni di tenerezza. Lo fa davanti alle telecamere di una...

Diego Armando Maradona. Il più grande e il più celebrato giocatore di calcio degli ultimi decenni non si nasconde nel mostrare i suoi disagi, le sue rabbie improvvise, i suoi bisogni di tenerezza. Lo fa davanti alle telecamere di una meravigliosa serie documentaria in sette puntate di mezz’ora ora l’una disponibile su Netflix. Walter Veltroni ha scritto nell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport dei passaggi della sua esperienza in Messico. Di seguito qualche tratto riportato.

Maradona in Messico dopo l'Argentina

La Rosea riprende così quel momento: "Il presidente dei Dorados, una squadra di Seconda divisione dell’area di Sinaloa, precipitata all’ultimo posto della classifica, decide di fare una pazzia: chiamare ad allenarla el Pibe de oro. Sinaloa non è un posto qualunque, è uno dei centri strategici in cui opera il cartello del narcotraffico. L’arrivo di Maradona si presta perciò a facili ironie, anche da parte dei giornalisti di una potente radio locale. Diego, incredibilmente, accetta. Lui che ha allenato la nazionale argentina al Mondiale del 2010 si spende per quella squadretta che naviga nei bassifondi della Serie B messicana. Va detto che i Dorados avevano avuto un passato glorioso e che con quella maglia aveva persino giocato Pep Guardiola. L’arrivo di Diego Maradona elettrizza ovviamente l’ambiente, un po’ come quello di Omar Sivori nel film di Alberto Sordi «Il presidente del Borgorosso football club». La serie racconta le due stagioni che Diego ha trascorso in Messico".

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