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Manolas, il retroscena: pur di lasciare Napoli ha rinunciato ad una mensilità

(Getty Images)

Il retroscena sull'addio di Kostas Manolas

Sara Ghezzi

L'addio di Manolas reso ufficiale nella giornata di ieri ha lasciato diversi malumori. Non tanto per l'aspetto del campo, dato che il greco in questa stagione ha giocato pochi minuti, ma per come è avvenuto. Infatti il giocatore che dalla scorsa estate voleva tornare in Grecia all'Olympiacos è praticamente scappato da Napoli non aspettando nemmeno l'apertura del mercato di gennaio. La giornalista Monca Scozzafava ha approfondito la questione sulle pagine de Il Corriere del Mezzogiorno svelando anche un retroscena.

Scozzafava: "Manolas ha rinunciato ad una mensilità pur di lasciare Napoli"

Di seguito le sue parole:

"Festeggia davanti a mille tifosi dell’Olympiacos il suo ritorno a casa (con tanto di diretta televisiva del canale Sport24), poi viene accolto e ufficializzato dal club greco con un tweet: sul sito la foto di rito della firma del contratto. Eppure Kostas Manolas, sarà pure soltanto un formalismo, fino al 31 dicembre è ancora un tesserato del Napoli. Anche se, a quanto sembra, abbia rinunciato a una mensilità. È una questione di forma, che poi è sostanza. Così difficile chiedere a un ragazzo, abbastanza cresciuto per la verità, di 30 anni che mercoledì ha lasciato la città quasi in fuga per raggiungere Atene, il rispetto di certi piccoli codici di comportamento? Anche nel calcio, che tutti insistiamo a considerare un mondo a parte, esistono (anche fuori dal campo) i concetti di disciplina e di rigore.

Elusi da un giocatore che ha lasciato la squadra e la città alla vigilia di una partita importante come quella contro il Milan, mentre il suo allenatore Spalletti fa la conta degli uomini che ha disposizione. Codici ignorati durante la festa con la nuova maglia. Le immagini del video che l’Olympiakos ha postato sui canali social sono comiche, drammaticamente comiche: l’ingresso allo stadio da star per il Dio greco vestito bianco e rosso di tutto punto, con lo sguardo un po’ da macho e un po’ da figliol prodigo. Ventiquattro ore dopo la fuga da Napoli. Dall’infortunio al rientro in campo contro il Leicester all’imbarco all’aeroporto di Capodichino: il film che abbiamo visto è stato scritto male e interpretato peggio.

Il protagonista ci fa rivalutare il collega (molto più famoso) Higuain che scappò a Madrid per fare le visite mediche per la Juventus in piena notte. L’argentino, all’epoca un fuoriclasse, subì invettive di ogni tipo: aveva tradito. Caro Manolas, tu non hai lasciato il segno e sei andato via per una scelta di vita. Non hai tradito nessuno, ma un po’ di rispetto lo dovevi: al club (che come immagine non esce bene) e alla città. Alla maglia che hai indossato l’ultima volta sette giorni fa con il Leicester. Da una squadra all’altra nel calcio è anche normale, ma c’è un’etica nelle modalità che indica la cifra della persona.E del professionista. Una scelta, anche questa".