Club Italia: la vera rivoluzione
—È proprio qui che arriva la vera novità rispetto al passato. Finora il presidente del Club Italia aveva sempre coinciso con il numero uno della Federcalcio. Malagò, partendo dall’amara constatazione che questa impostazione negli ultimi anni si era rivelata poco vincente, soprattutto per quantoriguarda la Nazionale maggiore, ha deciso di cambiare. Una scelta concreta che dà una nuova impronta tecnica alla Federazione, facendo sì che dalla componente più sportiva arrivino i giusti suggerimenti alla parte politica. Come appunto i possibili commissari tecnici della Nazionale A e non solo. Si tratta di una svolta culturale per il calcio e, in realtà, per lo sport tutto. Lo Statuto prevede infatti che sia il presidente federale a scegliere gli allenatori delle varie rappresentative, "previa consultazione con i vertici del Coni e dopo aver sentito il parere del Consiglio Federale".
Di fatto è sempre stato lui l’unico responsabile di questa importante decisione. Una responsabilità che molti hanno pagato, ultimo in ordine di tempo Gravina, scegliendo poi di farsi da parte. Adesso si cambia. Non a livello statutario, ovviamente, ma nella sostanza.
Malagò ha deciso che una scelta simile, che deve considerare una lunga serie di aspetti tra cui quelli tecnico-sportivi, debba essere condivisa con chi ha determinate competenze. Persone come Paolo Maldini, meglio ancora se con accanto un uomo di calcio con un profilo dirigenziale di altissimo livello come Leonardo. A pensarci bene, Gabriele Gravina aveva già intuito che questa potesse essere la strada giusta. Nel 2024 aveva creato una commissione tecnica, composta da personalità come Marotta, Giuntoli, Marino e Sartori, per avere un confronto costante in ottica Nazionale. La scelta di Maldini come dt e presidente del Club Italia è l’evoluzione in grande stile di questa idea.
Malagò e Maldini
—Doppio ruolo dunque, anche per evitare che uno potesse andare in conflitto con l’altro. E perché Maldini ha le capacità per gestire al meglio entrambe le posizioni. L’idea è di dare all’Italia una struttura simile a quella di un club. Del resto si chiama Club Italia. Un presidente che conosce tutto quello che accade, ma anche un dt incaricato di gestire e ridefinire tutto quello che va oltre la prima squadra. Insieme, Malagò e Maldini, con Leonardo che non viene di certo a fare la bella statuina, ridefiniranno tutti i ct della filiera azzurra. Questi primi giorni serviranno ai due ex rossoneri ad analizzare le situazioni di ogni rappresentativa. L’idea non è quella di radere al suolo quello che c’è, quanto di dettare nuove linee guida per far sì che si remi, anche e soprattutto tecnicamente, nella stessa direzione.
Under
—Sulle giovanili Maldini punta molto. Lo stesso vale per Malagò che, anche di recente, oltre a parlare di "un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale passando per l’Europeo", ha sottolineato l’importanza dell’Under 21. "È una cosa molto importante, perché manchiamo la qualificazione ai Giochi già da quattro edizioni. Tornarci sarebbe molto prestigioso anche per valorizzare i nostri ragazzi". Il nuovo dt studierà la situazione e sceglierà poi i suoi collaboratori. Ci sono situazioni, anche contrattuali, che vanno risolte al più presto e persino tecnici da trovare. Per questo viene facile pensare che, almeno nell’immediato, farà affidamento sulle eccezionali competenze di un maestro di calcio come Maurizio Viscidi, oggi coordinatore tecnico delle giovanili maschili. Così come sugli altri collaboratori delle femminili e soprattutto di futsal e beach soccer. Maldini, così come Leonardo, saranno spesso a Coverciano.
Nel loro contratto non c’è una sede predefinita, proprio per potersi muovere come, dove e quando meglio credono: prima per comprendere lo stato dell’arte, poi per migliorarlo. Tra i loro compiti c’è anche quello di raccogliere potenziali sfoghi di calciatori e allenatori per risolvere ogni problema. Le responsabilità sono tante davvero, ma la voglia di mettersi in gioco è ancora più grande. Con un sogno Mondiale. E non solo".
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