Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de Il Corriere della Sera, dove ha parlato della propria candidatura alla FIGC. Di seguito le sue parole, riportate dalla nostra redazione: "La candidatura non era nei piani. "La parola 'bisogno' va corretta. È andata in un altro modo: avevo appena finito Milano-Cortina, ero felice, appagato, ma provato fisicamente. Con la testa ero su altro, su tutto ciò che avevo trascurato nella vita privata. All'inizio vennero cinque club a parlarmi, ma io declinai. Nel giro di poco i club sono diventati 18-19, un record in un ambiente spesso diviso. Allora ho chiesto loro un impegno ufficiale, dopo è arrivato l'endorsement della Lega B, degli allenatori e dei calciatori. A quel punto mi sono detto: se lo sport ti chiama, in modo affettuoso, per spirito di servizio mi metto a disposizione, come ho sempre fatto. Ineleggibilità? Assolutamente tranquillo, ho chiesto un parere in materia, il Collegio di Garanzia si è pronunciato in maniera chiara e non ho altro da aggiungere. Tempistiche dell'interpellanza parlamentare? Improvvisamente è arrivata questa terza mossa per cercare di impedire la candidatura a seguito di un'interpellanza parlamentare, che guarda caso è stata fatta il 19 maggio, 34 giorni prima delle elezioni. E la lettera all'Anac è arrivata venerdì scorso. Mi sembra che la manovra abbia fatto aumentare i consensi".
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calcionapoli1926 rassegna Malagò: “La candidatura alla FIGC non era nei piani. Ineleggibilità? Dico una cosa”
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