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Sconcerti: “Lukaku al Chelsea? Niente che non si sapesse, nessuno ha mentito” 

Romelu Lukaku (Photo by Emilio Andreoli - Inter via Getty Images)

Lukaku può tornare in Premier, l'Inter rischia un clamoroso ridimensionamento. Ma il problema è generale

Mattia Fele

L'Inter ha vinto meritatamente lo Scudetto nella stagione appena trascorsa, e subito dopo ha perso Conte, Hakimi e forse Lukaku. A dimostrazione del fatto che un calcio non sostenibile non ha semplicemente senso di esistere e non può rendere competitivi così a lungo (a meno che non ti chiami Paris Saint Germain, ma anche lì dei dubbi fioriscono eccome ndr). De Laurentiis, in presentazione in ritiro a Dimaro qualche anno fa disse, con accanto Sarri: "Io posso anche vincere uno Scudetto, ma se poi non vinco più per dieci anni, a cosa mi è servito?". Forse il presidente del Napoli proprio anacronistico come si racconta non è, o forse è tutto il calcio ad essere un'industria malata che non può fermarsi mai.

 

 (by Getty Images)

A questo proposito segue l'intervento di Mario Sconcerti durante il consueto appuntamento a calciomercato.com, intitolato Un cappuccino con Sconcerti:

"Mettiamo che l’Inter trovi un’intesa col Chelsea e che Lukaku si trasferisca a 100-120 milioni. Cosa potremmo dire? Temo niente che non si sapesse. È stato detto a tutti quali fossero le condizioni attuali degli Zhang. È stato chiaro anche il presidente. Alzi la mano uno che non aveva capito che l’Inter era in grande difficoltà. Certo non i giornali che hanno sempre scambiato le coperture bancarie per spinte all’investimento e non per debiti ulteriori. L’allenatore se n’è andato subito dopo aver conosciuto i programmi della società, cosa si voleva di più evidente? Nessuno è stato preso in giro, nessuno ha mentito.

C’era una verità chiara di cui pochi hanno voluto farsi carico. Ora vi dico che se Lukaku dovesse andare davvero al Chelsea sarebbe una cosa di calcio prevista, probabilmente augurabile. L’Inter di Zhang è una società ipotecata dai creditori, la vendita di Hakimi non copre niente del debito, solo il deficit della gestione dell’ultimo anno (70 milioni). Trovare qualcuno che paga un giocatore un ottavo dell’intero debito non risolve ma aiuta a tenere viva l’azienda. E che l’Inter ne avesse un bisogno disperato lo sapevano tutti. Benvenuti nel mondo".