Anche se di spiegazioni ce ne sono poche da darsi: ognuno è convinto che l'altro lo abbia "tradito". Conte, per il suo "ammutinamento" e la sua decisione di non rientrare dopo essere stato "sconvocato" dal Belgio dopo tutto quello che Antonio ha fatto per lui in questi anni; Romelu, perché il suo mentore non lo avrebbe favorito aumentando il suo minutaggio in partite ufficiali per accelerare il suo recupero post-operazione. Nonostante più volte, in questa tortuosa stagione, Big Rom abbia preso per mano le redini dello spogliatoio anche da infortunato. Per sostenerlo. In ogni caso, le cose non sembrano essere più come prima. E si fa fatica a credere che possano tornare come erano una volta (...)
Un chiarimento necessario quello con Conte per arrivare alla fine della stagione. Da separati in casa? Ecco, quando due si conoscono da così tanti anni, basta poco per scongelare situazioni che appaiono complesse. Ma al momento, Lukaku non verrà convocato per la gara con il Bologna di lunedì sera. Poi si vedrà. Magari, può cambiare lo scenario già in questi giorni: lui, intanto, deve iniziare un processo di riabilitazione diverso rispetto al lavoro fatto a Bruxelles (...) Il Napoli non ha neppure voglia di ritrovarsi con un problema chiamato Lukaku, cioè proprio il suo giocatore migliore. Fuor di metafora: in queste due settimane e mezzo, tutti proveranno a ridimensionare il caso del belga che resta prigioniero dei suoi malumori e che sogna la rinascita".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202305/b64c2f308103c38f028218adff66e5d0.jpg)
/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202605/6968248cefc7e2d1f5c27230b1496180-scaled-e1777967029517.jpg)