Hirving Lozano, attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, soffermandosi sul rapporto con Spalletti

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L'ORO DI NAPOLI - Le anime silenziose che hanno contribuito al mito del Napoli

Hirving Lozanoattaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista ai microfoni del Corriere della Sera, soffermandosi sul rapporto con Spalletti e gli altri suoi allenatori in azzurro.

Lozano sul rapporto con Spalletti e gli altri tecnici a Napoli

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(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Da tre anni a Napoli, mai titolare inamovibile: tra Ancelotti, Gattuso e Spalletti chi leha dato più fiducia? "Se consideriamo il numero di partite giocate, siamo più o meno lì. Ancelotti mi ha accolto, con Gattuso all’inizio è stato difficile, poi ci siamo capiti, è andata meglio. Spalletti è il motivatore, l’allenatore di grande esperienza che non soltanto ti dice che bisogna lavorare, ma è il primo a farlo. Mi rimprovera, ma capisco che vuole spronarmi. So anche io che posso dare di più, devo farlo per me stesso e per questa maglia che indosso. “Fai il diablo”, mi dice. Devo aggredire l’avversario".

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Si ispira a qualcuno? "Sono cresciuto nel mito di Messi e Ronaldo".

Lei è il Chucky dai tempi del Pachuca, le piace così tanto la bambola assassina? "Le bambole che conosco sono quelle con cui gioco con mia figlia. Il Chucky è quello che fa gli scherzi ai compagni per spaventarli. E ci riesco bene. Manolas e Elmas ne sanno qualcosa. Però in campo niente scherzi. Quando Spalletti smetterà di rimproverarmi vorrà dire che sono diventato come Koulibaly, un esempio di rigore e professionalità".

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