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Cantami O Diva del Chucky Lozano e di quella ritrovata hambre

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Il messicano si è preso il palcoscenico emiliano

Enrico Esposito

Una settimana fa Hirving Lozano non era neppure al Training Center di Castelvolturno. Il Covid lo aveva colpito il 28 dicembre scorso chiudendo nel peggiore dei modi un 2021 deludente per il messicano dopo i fasti degli ultimi mesi dell'anno precedente. Poi la buona notizia, proprio martedì scorso: l'ex Psv è guarito dal virus e fa subito ritorno in Campania dal suo Paese Natale. Meno di due giorni dopo torna in campo in Coppa Italia contro la Fiorentina: si presenta con un palo spettacolare ma poi si becca un rosso diretto per un fallaccio su Gonzalez. Ancora una volta, come nei mesi scorsi, i tifosi si trovano davanti la brutta copia del trascinatore che era diventato sotto la gestione Gattuso.

Spalletti però, il suo nuovo mister, non la perde la fiducia in lui e fa bene. Lunedi a Bologna prima sbaglia ancora solo davanti a Skorupski, poi non risbaglia colpendo due volte. La sua doppietta, arrivata a distanza di più di un anno dalle ultime, è decisiva per gli azzurri in una giornata ricca di buone notizie da altri lidi. Lozano smette i panni del fantasma degli ultimi tempi e torna Chucky. Il suo 2022 comincia con il botto.

Sarà la rinascita per El Chucky?

Cantami O Diva del Chucky Lozano e di quella ritrovata hambre- immagine 2

L'ultima firma in campionato del ventiseienne attaccante risaliva ai primi passi dell'autunno scorso. Dopo aver ricevuto buone indicazioni dagli spezzoni nelle gare passate, Spalletti lo schiera dal 1' nell'ostica trasferta di Firenze. Il messicano non delude: il gol del momentaneo pareggio contro gli uomini di Italiano lo piazza lui con una zampata dopo il rigore fallito da Insigne. Da quel momento in poi però Lozano si ferma. Non solo non trova più la via della rete in Serie A (la sua unica realizzazione alla Pepsi Arena di Varsavia in Europa League il 4 novembre), ma confeziona in generale prove sottotono. Fumoso, spento, molle: così la critica e i tifosi valutano a ragione le sue partite.

Nell'emergenza del mese di dicembre Chucky dimostra di essere migliorato in fase di ripiegamento. Ma d'altra parte sembra aver smarrito l'esplosività, il guizzo, la ferocia che la stagione scorsa avevano conquistato il popolo partenopeo. Un calciatore volenteroso ma inconcludente, svuotato anche nella freschezza. Le dichiarazioni di qualche mese fa in cui aveva auspicato di trasferirsi in futuro in un club più ambizioso del Napoli cominciano ad assumere un peso specifico. Mentre nella sconfitta con l'Atalanta disegna una buona performance per quantità e qualità, contro lo Spezia sempre al Maradona si mangia una colossale palla-gol. Il tunnel imboccato resta tale: della Bambola Assassina non si avverte nessuna traccia.

La cura Spalletti

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Abbiamo detto del "colpo di grazia" recapitato all'insufficiente annata sportiva del messicano con la positività al Coronavirus di fine dicembre. Lozano contrae la malattia durante le vacanze dando un altro "dispiacere" a Spalletti, alle prese con un'emergenza totale in vista dell'impegno con la Juve. L'esterno salta il match di Torino e il primo appuntamento casalingo dell'anno che vede il Napoli opposto alla Samp. Quindi la settimana scorsa una rapida successione di eventi: la negativizzazione, il ritorno in Italia, la follia di Coppa Italia. Ma Luciano Spalletti sta già guardando oltre: pensa alla trasferta emiliana laddove la vittoria non può sfuggire. L'ex Psv non appare favorito per una maglia da titolare inizialmente malgrado le assenze di Insigne e Zielinski.

Alla vigilia del match contro i felsinei le cose però cambiano e Lozano passa in vantaggio nel ballottaggio a destra rispetto a Politano. La distinta ufficiale conferma le previsioni e il messicano sorprende le aspettative. Il primo gol, siglato al 20' del primo tempo, rappresenta una vera e propria liberazione mentale per lui dopo tante difficoltà. Inserimento perfetto e una stilettata ad anticipare il suo diretto avversario: il veleno torna a scorrere, il colpo letale riaffiora. Da allora in avanti, alla sostanza in fase difensiva ancora ben dimostrata affianca le doti tecniche ed atletiche di un tempo. La seconda rete ne è il chiaro esempio: al posto giusto nel momento giusto, a colpire con classe e fame come dimostra il dribbling su Skorupski. L'istinto da killer e la cattiveria compaiono dritti nel suo volto: El Chucky è tornato.

Un tabù da sfatare

Lozano

Archiviata la pratica Bologna, tra quattro giorni il Napoli si appresta ad affrontare un'altra partita prima di osservare una pausa legata alle nazionali. Domenica alle ore 15 il Maradona diventa teatro del derby con la Salernitana, fanalino di coda della Serie A. Un altro confronto sulla carta agevole per gli azzurri che vincendo guadagneranno sicuramente punti su alcune rivali in corsa per la Champions e non solo: a San Siro il posticipo serale propone Milan-Juventus. Prima di salire di nuovo su un aereo con destinazione Messico e qualificazioni ai Mondiali proprio Lozano è chiamato a sfatare due tabù in un colpo solo in questa stagione.

Durante l'annata in corso infatti il pubblico del Maradona non ha mai potuto godere di una rete dal vivo dell'ex Psv. I quattro gol raggranellati dal messicano appartengono ad altri campi lontani da Fuorigrotta, come in una sorta di maledizione. E pensare che le altre due doppiette realizzate erano arrivate invece nella seconda e terza giornata della stagione passata rispettivamente contro Genoa e Atalanta. Le prestazioni eccellenti di quel periodo avevano portato Lozano ad essere il bomber della squadra e ad offuscare anche l'arrivo di Osimhen.

Alla ricerca della continuità

L'altra bad habit che l'ala offensiva dovrà e potrà cercare di cancellare già domenica contro gli uomini di Colantuono riguarda la continuità. Quest'anno il centroamericano non è mai andato a segno per due partite di seguito. Occorre invertire il trend da subito per poi lanciarsi davvero verso un rilancio atteso da tempo. Lozano ha infatti adesso dalla sua parte quasi un intero girone per superare le undici reti in campionato (quindici totali) della precedente gestione. Un obiettivo da mettere nel mirino per il Napoli, i tifosi e se stesso, per regalarsi grandi palcoscenici europei senza cambiare forzatamente aria. E magari per nutrire un sogno da alcuni giorni dipinto con tonalità meno scure.

A cura di Enrico Esposito 

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