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Lobotka-McTominay, padroni del centrocampo del Napoli: Conte si aggrappa a loro – GdS

Sara Ghezzi
La strana coppia che sta guidando gli azzurri

Il Napoli in queste settimane difficili di emergenza totale si è aggrappato a due uomini: Scott McTominay e Stanislav Lobotka. La certezza del centrocampo di Conte come sottolinea l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. A seguire un estratto dell'articolo.

Lobotka-McTominay, padroni del centrocampo del Napoli: Conte si aggrappa a loro

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"Se non ci fossero stati, sarebbe stato necessario inventarseli: e visto che ormai erano spariti tutti ma proprio tutti quanti - chi tra una sala operatoria in Belgio, chi in Inghilterra, chi a Castel Volturno - fu così che in assenza dei Fab Four fu indispensabile inventarsi altro. C’è stato un tempo - e anche assai lungo, che ancora Napoli vive - in cui i rimpianti hanno sradicato un pizzico di entusiasmo e un bel po’ di energia: ma il calcio 3.0 non conosce gli sconti, né lo sconforto e raschiando il fondo del barile d’una squadra ricca e persino ricchissima, la «strana coppia» Lobotka-McTominay s’è presa la scena, incluse le responsabilità, e l’ha tenuta per sé e per la Champions. Stadio Diego Armando Maradona, sabato 22 novembre 2025, nell’aria pesantissima s’avverte ancora l’eco dello sfogo post-Bologna di Conte e nell’orizzonte c’è quel retrogusto amarissimo della «disperazione»: De Bruyne stava appena cominciando la rieducazione, Gilmour s’era arreso da due settimane alla pubalgia e Anguissa, maledizione anche lui, aveva presentato il suo primo certificato medico, con diagnosi ma senza prognosi. Napoli-Atalanta diventa un’ossessione, arriva dopo colloqui sparsi e confronti serrati, in giro ci sono ancora i panni sporchi lanciati pubblicamente da Conte e per giocare sono rimasti tre centrocampisti: cosa fare? Per rompere gli indugi e uscire da quel clima, il Napoli viene rivoltato, smette di giocare con la difesa a quattro, abbandona dunque pure il tridente e dal «pronto soccorso» Conte si presenta con qualcosa che gli appartiene ma anche no: 3-4-2-1, Lobotka regista in maniera insolita e McTominay al suo fianco a fungere da mediano (ma illuminato) come sa esserlo un leader.  Il modulo si trasforma in mantra, pure perché altro non si può, e il Napoli coglie un filo (assai spesso) di luce, che dà un senso a quel 2025 indimenticabile per lo scudetto però divenuto urticante nel secondo semestre carico di accidenti. Stanislav Lobotka è ormai il Napoli da sei anni, lampi di accecante bellezza spalmati nelle 225 partite, due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa, una autorevolezza da piccolo Iniesta e una serietà da prendere a modello: il ciak è suo, quotidianamente, e che si giochi a tre o ci si trasformi a due, la differenza è impalpabile. Scott McTominay la storia l’ha invece scritta senza indugi al suo primo anno da «napoletano» e dentro ci ha impresso a caratteri cubitali il proprio nome, Mvp di una stagione per certi versi irripetibile - aggiungerci dodici gol, please - e poi indistruttibile Guardasigilli che fa grazie con capolavori da mille una notte e giustizia riconsegnando persino la Scozia al Mondiale che verrà e che vorrà vivere come ha saputo fare in questi ultimi diciannove mesi da principe azzurro".