Calcio Napoli 1926 Rassegna Il Napoli resuscita la Juve, e aumenta il rimpianto Alajbegovic! Azzurri, quale futuro?

Il Napoli resuscita la Juve, e aumenta il rimpianto Alajbegovic! Azzurri, quale futuro?

Emanuela Castelli
Il Napoli cade contro la Juve: il futuro ora fa paura

Il Napoli cade anche a Torino, contro una Juve di certo non irresistibile. Secondo il Mattino, gli azzurri guidati da Landucci fanno anche un buon primo tempo, ma poi dopo il gol spariscono dal campo. Le sostituzioni forzate di Di Lorenzo e De Bruyne cancellano ogni reazione, ogni manovra di gioco, al resto ci pensa l'infortunio occorso ad Olivera e il rosso di Marianucci. Insomma, un disastro.

Dal quotidiano partenopeo: "De Bruyne e compagni ci sono riusciti a far "resuscitare" i bianconeri, tanto per restare in tema del periodo. Torino è amara, ancora una volta. Il tour europeo degli azzurri parte malissimo in una serata che offre pochi sorrisi: anzi, ti costringe a leccarti le ferite ancora una volta. Con la zona Champions lontana 9 punti, lo scudetto lontano 14. E soprattutto il vero Napoli lontanissimo da tutto (...) (Durante la prima frazione, ndr) ce la si gioca a viso apertissimo e perché la sensazione è che entrambe le squadre possano vincere o perdere. Ma anche pareggiare. Una di quelle partite che può decidere solo un grande gol. Un gol alla Alajbegovic: la rete del talentino bianconero fa infuriare ancora di più i tifosi azzurri perché per tutta l'estate anche il Napoli era sembrato su di lui (...)

Così, mentre lo Stadium canta il più classico "Oje vita", il Napoli si chiede quale sia la sua vita futura. Nel frattempo si ritrova già a fare le valigie: oggi continua il "ritiro", allenamento lontano da Napoli prima della partenza per Oporto. La Champions League può essere una cura parziale o il trampolino per la depressione. Non c'è neppure tempo per pensarci troppo".

Napoli, quale futuro?

La sconfitta con la Juve apre un quesito per il Napoli di Allegri: quale futuro per questa squadra, che fatica a trovare identità, ancor meno continuità. Schizofrenica e piena di problemi, con 9 indisponibili, gli azzurri vanno ad affrontare il Porto e poi la Lazio nelle condizioni peggiori possibili, sia in termini di umore che in termini tecnici.
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Perché ci si arriva con una marea di infortunati, appunto. Perché ci si arriva senza un'identità, senza un'idea di gioco chiara, senza personalità.

Perché ci si arriva con una quantità incredibile di problemi in fase difensiva, e poca consistenza in fase offensiva.

Perché ci si arriva con una fragilità mentale che non può lasciare indifferenti, che non è un piccolo problema, anzi.

Insomma, Allegri avrà molto da lavorare. Come prima di ieri sera. Ma adesso è chiaro: le buone prove contro Bodo, Roma e Monza non hanno trovato quella continuità che si richiedeva.

E, come ha detto Landucci: "Bisogna stare zitti e andare a casa". Sì, e poi provare ad uscire dal guado, prima di impantanarsi irreversibilmente in una palude senza via d'uscita.

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