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Altro che Tottenham-Arsenal, Guardiola visto in tribuna a Brescia: il motivo
Nella lunga lista di allenatori accostati alla nazionale italiana, c'è anche Pep Guardiola. Il tecnico del Manchester City potrebbe essere l'uomo perfetto per rifondare, o forse, distruggere tutto, la reale necessità per il calcio italiano secondo il Corriere della Sera.
"L’ennesima mancata qualificazione al Mondiale della Nazionale italiana fotografa alla perfezione lo stato del nostro calcio. Non è più tempo di ricostruire, bisogna distruggere: tutto. E iniziare con una visione e un concetto forte e identitario di calcio. Perché senza perderci in battaglie politiche che poi sono spesso battaglie di poltrone, bisogna focalizzarci sul calcio per rinascere. Bene, la persona più credibile che può iniziare questo nuovo percorso è Pep Guardiola, nessun altro. Pep, lo ha detto molte volte, ama il nostro paese, lo conosce a fondo, così come conosce le persone e il loro modo di pensare, e saprebbe inserirsi alla perfezione nella nostra cultura e calcisticamente direzionarla. Non solo per fare bene al prossimo Europeo ma per far germogliare un nuovo prodotto calcistico che possa tornare a far innamorare i tanti appassionati e durare negli anni. Basta vivacchiare, bisogna riportare l’italia a essere una potenza del calcio. Questo nuovo percorso calcistico di Pep ovviamente deve coinvolgere le giovanili, la loro formazione, grande problema spesso nascosto in questi anni con la propaganda dei risultati. Che però lasciano il tempo che trovano. Altro elemento importante, che è uscito sconfitto insieme alla Nazionale: la comunicazione. Il calcio, oggi, va comunicato bene, meglio di oggi. Sia quando si parla di campo che quando si affronta l’extracampo. E per farlo ci vuole una guida, chiara. Meglio se arriva da fuori, con una visione nuova e nel caso di Pep, alta. Guardiola avrebbe la possibilità di scegliere i suoi uomini per comunicare al Paese e soprattutto la credibilità per far nascere finalmente dibattiti calcistici diversi: con Pep si dovrebbe auspicabilmente tornare a parlare di un calcio più vero, più interessante. Che coinvolga e soprattutto si nutra di valori. In Italia, da sempre, il nuovo spaventa, in ogni ambito”.
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