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calcionapoli1926 rassegna Inzaghi: “Inter scudetto perso? Giocate 23 partite in più rispetto al Napoli!”

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Inzaghi: “Inter scudetto perso? Giocate 23 partite in più rispetto al Napoli!”

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Dalla Gazzetta dello Sport
Emanuela Castelli
Emanuela Castelli Giornalista 

Simone Inzaghi ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato della lotta scudetto della passata stagione, vinta poi dal Napoli ai danni della sua Inter, con un solo punto di distacco:

"Sente più il merito di aver vinto uno scudetto o il demerito di averne persi due?

«Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano».


Se si trovasse nella stessa situazione di un anno fa, stabilirebbe come priorità lo scudetto o riproverebbe a vincere la Champions?

«Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili» (...)

A proposito di azzurro, come spiega il flop mondiale?

«I problemi esistono e non vanno sottovalutati: bisogna ripartire dalla base facendo uno scatto in avanti in termini di mentalità. Già nei vivai. Il calcio deve raggiungere i risultati attraverso il coraggio e la proposta, non pensando alla vittoria a tutti i costi a scapito della qualità del gioco».

Nient’altro?

«Ridurrei il format della Serie A. Magari sono scelte dolorose che però tra cinque anni renderanno felici le persone che hanno favorito il cambiamento. E un’ultima cosa consiglio: valorizzare gli istruttori dei bambini, che insegnano la tecnica e non la tattica. Io sono grato a tantissimi allenatori ma sono legato soprattutto a quelli che mi hanno allevato nel settore giovanile. Senza di loro non sarei mai diventato Simone Inzaghi»".