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Insigne: “Che rimpianto lo scudetto mancato nel 2018! Ecco perché sono andato via”

Emanuela Castelli
Emanuela Castelli Giornalista 
Dalla Rosea

Lorenzo Insigne, oggi uomo simbolo del Pescara, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui ha parlato anche del suo addio al Napoli e delle motivazioni dietro quella scelta. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

"Forse quando è andato via da Napoli aveva meno entusiasmo rispetto a quello di oggi.

«No, non credo. Dopo 12 anni era giusto cambiare, forse non così lontano, ma vabbè. Non do colpe a nessuno, però andar via non è stato semplice».

 

Detto col senno di poi: in Canada ha guadagnato tantissimo, ma ne è valsa la pena?

«Professionalmente no, mi aspettavo un calcio diverso: ho avuto qualche problema fisico e non hanno conosciuto il vero Insigne. Non siamo stati bravi a creare una squadra competitiva e le colpe ovviamente sono ricadute su di me che ero il più pagato. Ma chiunque avrebbe fatto la stessa scelta».

 

Avrebbe potuto rinnovare col Napoli, rincorrere lo scudetto (vinto l’anno dopo) e restare in Nazionale.

«Eh sì, ho perso tanto. Però a Napoli e in Nazionale qualche soddisfazione me la sono tolta... Quando sono andato a Toronto la prima chiamata l’ho fatta a Mancini, e mi ha detto che se fossimo andati al Mondiale avrei fatto parte del gruppo. A Napoli invece i tifosi si aspettavano sempre di più, le mie energie mentali erano finite».


 

Certo che il Napoli quest’anno di sfortuna ne ha avuta tanta, visti i tanti giocatori infortunati.

«Senza infortuni avrebbe potuto rivincere lo scudetto. Conte è stato bravissimo a tirare fuori il meglio da chi aveva. L’Inter invece ha una rosa ricca e nessun infortunato, come fai a competere?».

 

Vergara è la rivelazione: può essere il suo erede?

«Penso che abbia tutto per farcela, ha la gamba e regge l’urto. Non lo conosco di persona e non mancherà occasione, peccato si sia fatto male».

 

Rimpiange di più lo scudetto non vinto a Napoli o aver perso due volte il Mondiale?

«Lo scudetto l’ho festeggiato in Canada. Mi dispiace non averlo vinto l’anno dei 91 punti con Sarri, quello sì. Di sicuro non sono invidioso: la mia vittoria è stata giocare 12 anni nel Napoli e fare il capitano»".