L'inchiesta del caso Rocchi va verso l'archiviazione e il Corriere dello Sport ne ha approfondito il motivo
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Arriva una svolta significativa sul fronte dell’inchiesta relativa alla vicenda del caso Rocchi e ai presunti condizionamenti del campionato. Come riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, la posizione dell’Inter si avvia verso la chiusura definitiva sul piano della giustizia ordinaria. Di seguito l’estratto con i dettagli emersi dalle motivazioni della Procura e i motivi che hanno portato alla richiesta di archiviazione.
Nessun riscontro e "assenza di prove": le motivazioni dei PM
"L'Inter ha sempre e solo agito tramite il suo rappresentante Giorgio Schenone, l’addetto agli arbitri, il quale non avrebbe mai interloquito direttamente con Rocchi se non in una circostanza a San Siro, quindi in presenza anche di altre persone". Il quotidiano poi aggiunge "Ipotesi, suggestioni, sentimenti forse generati da quei rapporti scivolosi (ma non illegali) con il potere. E comunque, mai prove, cioè quegli elementi decisivi che poi configurano i reati. Pulito e limpido Rocchi, innocente anche l’Inter. Così l’inchiesta arbitri, priva di fondamento, si è dissolta. La Procura della Repubblica nell’atto di archiviazione che riguarda il club nerazzurro a firma dei pm Ascione e Ielo (per Rocchi servirà il provvedimento del Gip, comunque atteso) ha parlato addirittura di «un vuoto probatorio».
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