Calcio Napoli Rassegna Iaquinta: "Ho vinto un Mondiale, ora mi considerano un mafioso. Vi racconto Spalletti e Lippi"

Iaquinta: "Ho vinto un Mondiale, ora mi considerano un mafioso. Vi racconto Spalletti e Lippi"

Domenico D'Ausilio
Il Campione del Mondo 2006 ha rilasciato un'intervista ai taccuini della Gazzetta dello Sport

Il Campione del Mondo 2006 Vincenzo Iaquinta ha rilasciato un'intervista ai taccuini della Gazzetta dello Sport.

Lotta da dieci anni e non si dà pace, rimasto imbrigliato in una morsa che ogni giorno lo stringe sempre di più. “Finiranno per ammazzarmelo”. Già, perché il padre dell’ex attaccante è accusato di essere una figura strategica delle cosche emiliane legate all‘ndrangheta ed è in carcere - al 416 bis - dal 2015. “Prima mi chiamavano ‘campione del mondo’, oggi sono considerato un mafioso. È un accanimento incredibile. Paghiamo per il cognome, non per altro.

Spalletti? Che anni a Udine! Avevamo un gioco spettacolare, Luciano era dieci anni avanti a tutti. Le racconto questa: io in spogliatoio ero il campione di braccio di ferro, battevo tutti. Un giorno si presentò lui, mi sfidò e a momenti mi spaccava il braccio. Tre secondi e via. ‘Così la smetti di fare il bischero’, mi disse. Questo è Spalletti. In campo è un martello, ma fuori sa come fare gruppo.

Lippi? So che stravedeva per me già dai tempi in cui allenava la Juve. Io per lui ho fatto l’esterno, la seconda punta e il centravanti, ma avrei fatto anche il portiere. Ha saputo compattare il gruppo, è stato un allenatore speciale. Mi ha portato anche ai Mondiali in Sudafrica, pure se lì ero mezzo rotto”.

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