apporto relativo.
D’altronde, fino a pochi mesi fa, Giovane era altrove, in Brasile, e in una manciata di mesi s’è ritrovato catapultato in una realtà completamente differente, la Serie A. Poi, dal Verona, ecco il grande salto, un altro: il Napoli con lo scudetto sul petto. In azzurro ha raccolto 12 presenze per un totale di 315 minuti. Solo due volte è partito titolare :col Como in Coppa Italia e col Milan in campionato da falso nove al posto di Hojlund. Poi, è spesso subentrato. Non sabato: col Como è rimasto in panchina.Era accaduto anche con Torino e Cagliari. All’attivo, al momento, due assist: per Alisson con la Roma e quello (sporcato con deviazione) per Lukaku proprio a Verona. Dove, fino a gennaio, aveva brillato segnando tre reti e impressionando tutti. Inter, Parma e Atalanta i suoi bersagli fino a dicembre. Alcuni di questi, gol d’autore.
Il Napoli l’aveva scelto durante il mercato invernale come rinforzo per l’attacco assicurandosi un jolly offensivo, una punta (si sente tale) che però agisce anche da esterno (destro), che ha talento, sprint e dribbling. Ha sfruttato questi primi mesi per ambientarsi in un contesto di prestigio e per conoscere le richieste e le esigenze anche tattiche del calcio di Conte. A lezione da Antonio e da tutti gli altri, dunque, in attesa di avere più spazio in futuro. Magari già nelle prossime partite: dal Bologna all’Udinese, passando per Pisa, altre tre gare per chiudere la stagione e per raccogliere altri minuti della sua prima annata italiana. Che è stata intensa, ricca di colpi di scena. Dal Bentegodi al Maradona".
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