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Gattuso sprona gli azzurri: “Io credo in voi perché siete una grande squadra, non guardiamo la classifica”

NAPLES, ITALY - DECEMBER 11: New Napoli head coach Gennaro Gattuso takes a training session with the team on December 11, 2019 in Naples, Italy.  (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Il Corriere dello Sport racconta dei duri allenamenti di Gattuso e dei suoi discorsi motivazionali alla squadra

Domenico D'Ausilio

L'edizione odierna del Corriere dello Sport si sofferma sui nuovi metodi di allenamento di Gennaro Gattuso al Napoli. Discorsi motivazionali e lavoro intenso al centro del suo credo.

Gattuso sprona la squadra in allenamento

"E' anche una corsa contro il tempo, però cento minuti al giorno possono bastare per guardarsi dentro. Per leggere se stesso, per scoprire le proprie carenze, i limiti che esistono e quelle fragilità che sono esplose fragorosamente. In un'ora e quaranta minuti, la razione ormai quotidiana di allenamento. Rino Gattuso ci ha infilato tutto, i propri codici, il calcio che sogna, una ricca dose di buon senso e anche la faccia tosta, quella mostrata al tavolo, martedì sera, e sfruttata per dimostrare cosa quali pensieri lo attraversino. «Io credo in voi perché voi siete una grande squadra e qui c’è gente che negli ultimi anni ha fatto la storia di questa società». Tutte le cose che il Napoli deve sapere, sono state sussurrate in questa settimana che è scivolata via rapidamente. Anche rumorosamente e persino «dolorosamente» (con la sconfitta con il Parma): «Ma ora è arrivato il momento di pensare ad altro»". 

Niente pugno duro

"Niente pugno duro, che senso avrebbe? Ma un dialogo continuo, ritmato, per ridisegnare la propria linea difensiva, per decodificare le due fasi e affrontarle con l’autorevolezza che è andata via via spegnendosi e poi un messaggio chiaro: «Non guardiamo la classifica». Che sta lì ed è anche impietosa, potrebbe turbare e anche sottrarre quella fiducia che invece Gattuso non ha mai barattato: «Io non sono qua per i soldi ma perché sono convinto si possa fare bene in un club che ha dimostrato di essere forte. Dobbiamo cominciare a stare dentro gli schemi, rispettando le distanze»".