A gennaio il mercato è stato bloccato dalla Figc proprio per lo sforamento dell’80% del rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi (che per l’estate scenderà al 70%). La correzione della norma consente al Napoli di coprire il disavanzo con le riserve di utili, ma una sana gestione impone a De Laurentiis una spending review a prescindere. Basti pensare che, nel primo anno di Conte, gli stipendi per lo staff tecnico sono schizzati a 22 milioni, tra fisso (18) e variabile (4), rispetto agli 8 milioni (7+1) destinati nel 2022-23, ai tempi di Spalletti, stagione anch’essa conclusasi con lo scudetto. Invece nel 2023-24, quando sulla panchina si alternarono Garcia, Mazzarri e Calzona, l’esborso complessivo fu di 9 milioni. Nell’attuale rosa del Napoli, il giocatore dall’ingaggio più alto, Romelu Lukaku, pesa a bilancio per 11 milioni lordi. Non si esclude, poi, la cessione di un “senatore” tra Lobotka e Anguissa (13 milioni in due nel monte stipendi). C’è margine, insomma, per ridurre i costi senza rinunciare ad investire e a coltivare nuovi obiettivi".
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