Furia Allegri, perché due pesi e due misure rispetto a Chivu? CdS: "Colpa dei NoMax!"
E' stata una giornata calcistica, quella che abbiamo archiviato domenica, molto turbolenta per due allenatori: Allegri e Chivu, i quali, il primo al triplice fischi ed il secondo durante l'intervallo, hanno sfogato con le rispettive squadre tutta la loro rabbia per un atteggiamento non gradito loro. Il problema, sottolinea il Corriere dello Sport, è che le valutazioni dei due episodi sono state totalmente diverse:
"A leggere il solito tossico dibattito dei social, spesso influenzati dagli esponenti della famosa lobby dei “noMax”, c’è da scandalizzarsi perché dopo aver rimediato l’1 a 1 di Firenze, Allegri negli spogliatoi di Firenze ha fatto la voce grossa e si è espresso in maniera molto decisa nei confronti del gruppo calciatori. Per “lor signori” (espressioni coniata da Fortebraccio) avrebbe probabilmente dovuto uscirsene con la solita espressione molto in voga tra i suoi colleghi: ”signori non mi è piaciuto l’approccio finale della partita…”. E invece no. Da livornese sanguigno, Max ha colto l’occasione dopo aver spesso usato toni morbidi, per cantarle subito in modo chiaro e far capire che “la ricreazione è finita” e dopo la sosta è il caso di rimettere testa e gambe sul lavoro da fare. La cosa sorprendente a dire il vero non è tanto il tentativo di acchiappare clic ma il fatto che ci siano in circolazione abusiva alcuni pisquani pronti a esprimere sdegno e disapprovazione per l’uscita di Max.
AC Milan v FC Internazionale - Serie A
Nelle stesse ore, esattamente un giorno prima, dentro le viscere dell’Olimpico, è accaduta la stessa scena. Proprio identica se non addirittura più forte nelle colorite espressioni utilizzate. Protagonista questa volta Cristian Chivu il quale, entrato nello spogliatoio all’intervallo di Roma-Inter con il risultato di 0 a 2 per Gasperini, “ha fatto tremare i muri” secondo il resoconto di affidabili cronisti. È successo che poi l’effetto dell’intemerata è diventato virtuoso: perché Lautaro ha realizzato il 2 a 2 e lo stesso Chivu a fine partita non ha nascosto l’accaduto raccontandolo così: «Quello che ci siamo detti nell’intervallo rimane tra me e la squadra!». Capito? Si fa così. È abitudine buona e giusta insomma per chi ha il compito di gestire un gruppo così numeroso specie in presenza di ripetuti segnali ricevuti nelle precedenti giornate di campionato.
Se il “cazziatone” è uguale per tutti, è bene stabilirlo anche per il Napoli. Specie poi se nel caso specifico di Allegri, il risultato di parità finale è stato preceduto da una posizione di vantaggio (1 a 0) e si è ritrovato raggiunto (anche se grazie a una velenosa deviazione che ha ingannato il portiere Milinkovic-Savic). Ma forse è il caso di arrendersi perché, come è accaduto anche durante il covid, è improbabile che la setta satanica riveda le proprie posizioni. E bisognerà dunque fare finta di niente per qualche tempo in attesa che qualche clamoroso rovescio dei loro dichiarati “profeti” procuri qualche ravvedimento".
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