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rassegna

Dybala-Napoli, ecco perché l’affare non si fece (i fatti danno ragione agli azzurri)

Emanuela Castelli

I fatti danno ragione alla dirigenza azzurra

Dybala al Napoli è stato il tormentone estivo. Il trasferimento del campione argentino alla Roma precipitò la piazza partenopea - già avvilita dagli addii in contemporanea di Insigne, Mertens, Ospina, Fabian Ruiz - in una condizione di prostrazione psicologica che la conduceva a vedere il Napoli lottare a metà classifica nella stagione che di lì a poco sarebbe cominciata. Mai previsione fu più sbagliata. E ora, dopo sei mesi strabilianti e ben oltre le più floride aspettative, possiamo dar ragione a chi, in quella sede, decise di non offrire spazio alla Joya all'ombra del Vesuvio.

Dybala, ecco perché non venne a Napoli

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Ne parla oggi il Mattino, ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli1926: "Ci sarà anche Dybala che ha ora finalmente capito perché il Napoli non gli è andato indietro questa estate. Senza rimpianti. Nonostante le tante volte in cui era stato offerto dal suo entourage al club azzurro. Che non ha mai preso in considerazione la candidatura di Dybala. Operazioni mai decollata per questioni tecniche («Il mister vuole far giocare il Napoli col 4-3-3 e prendere Dybala voleva dire snaturare la sua idea», disse Giuntoli), certo, oltre che economiche (il Napoli ha un tetto d'ingaggio invalicabile fissato a 2,5 milioni di euro). E non solo: ci sono state anche considerazione di ordine gerarchico: il Napoli che hanno voluto De Laurentiis, Giuntoli e Spalletti non ha primedonne viziate o da accontentare a prescindere. Se ne è liberato, senza neppure particolari rimpianti. Chi gioca, lo decide solo il campo, non certo i tweet sui social. Da qui la nascita del Napoli dei record".